Alla notte

Celebrerò la Notte madre degli dei e degli uomini,

la Notte, origine di tutto, che diremo anche Kypris.

Ascolta, o dea beata, che nell’ombra risplendi con

scintillio di stelle

e della quiete ti compiaci e dei placidi sonni profondi,

o gioioso piacere, o madre dei sogni, che di

vegliar ti diletti,

tu fai cessare gli affanni e porti la dolce fine dei mali,

tu doni il sonno, o amica di tutti, che nella notte

conduci i tuoi brillanti cavalli;

o incompiuta, che sei terrena e pur anche celeste

e danzando di nuovo ritorni alle tue aeree sedi,

tu mandi sotterra la luce e riprendi a fuggire

nell’Ade, ché la terribile Necessità tutto governa.

Ora, o Notte beata e felice, da tutti bramata,

o generosa, che delle nostre preghiere il suono

supplice ascolti,

benevola vieni e i notturni allontana.

Da “Inni Orfici”

Dalle “Memorie di Adriano”

Era giunto in quella fase dell’esistenza, variabile per ciascuno,  in cui l’essere umano si abbandona al suo demone o al suo genio, segue una legge misteriosa che gli ingiunge di distruggere o superare se stesso.

Marguerite Yourcenar

Partenza

Ho abbastanza visto. Ho incontrato ovunque la visione.

Ho abbastanza avuto. Frastuono di città, la sera, e sotto il sole, e sempre.

Ho abbastanza conosciuto. Le fermate della vita. – O Frastuoni e Visioni!

Parto per affetti e rumori nuovi!

Arthur Rimbaud

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