Perdita di delirio

Cerchiamo di rispondere insieme a Roland Barthes. Mi raccomando, ascoltate la vostra interiorità

La passione amorosa è un delirio; ma il delirio non è poi così straordinario; tutti ne parlano e ormai non fa più paura. Enigmatica è, semmai la perdita di delirio: dove porta?

 

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35 Risposte

  1. Buongiorno Professore,
    secondo me la fine del delirio o porta sempre piu’ dentro, in sè stessi, o a un ritorno alla monotonia e quindi alla fine della storia amorosa, in attesa di un’altra occasione.

  2. eheheh,
    come sai, Gabriele, le passioni nell’insieme mi disturbano un po’, nel senso che mi destabilizzano…ma è proprio questo il punto. Tuttavia, quanto ho ricevuto di meglio dalla vita, è venuto da una grandissima passione, platonica però. Poi, tornerò, a parlarne. E’ presto. Ho da fare, tanto, ggi sarete qui da me, numerosi…e che bellezza!

  3. Credo che la “perdita di delierio” conduca all’aridà del cuore, dei sentimenti e delle emozioni.
    Perdere ogni stimolo passionale credo conduca inevitabilemente alla morte interiore ,…forse peggiore della morte fisica.
    Con tanto affetto, Bea

  4. Il delirio appartiene ai santi, ai veggenti, ai folli e agli innamorati, i quali, per puro caso, per un breve lasso di tempo, rappresentano tutti loro insieme.
    Essere deliranti e consapevoli è essere poeti, credo.
    Non mi interessa, lo ammetto, dove conduce l’assenza di delirio.
    Suppongo sia il quotidiano a due dimensioni che spesso mi appesantisce i pensieri.
    Al contrario, invece, io sono sempre ala ricerca dello spazio al di là delle nuvole e nelle tenebre di me stessa, perché mi serve nuova luce.

  5. « Qu’est ce que la théâtralité ? C’est le théâtre moins le texte, c’est une épaisseur de signes et de sensations qui s’édifient sur la scène à partir de l’argument écrit. » .

    Quindi se l’Amore fosse, per dire,un Testo Teatrale
    ciò che rimane
    -sottraendo quel Testo-
    è il delirio, quindi diciamo la “teatralità”?

    Se fossimo noi a scrivere quella -nostra- “piece” amorosa?
    E fossimo al contempo Autori , Spettatori e Attori di quello che -noi- stiamo definendo “amore” (secondo la nostra esperienza, sensibilità, cultura ecc.)
    .
    …chi è allora che ci porta le noccioline?
    mmm….
    Scherzo, però …., ovviamente saremmo sempre -Noi- (in questo caso la mia parte ironica venuta a salvarmi).

    se uno ci provasse ogni tanto a vedersi “da fuori” s’accorgerebbe per sottrazione di ciò che è amore e di ciò che è delirio,

    fuori dal testo…..e mi si passi anche quindi azzeccatissimo…-fuori di Testa-

    –che la persona innamorata quando la vai a consolare sembra veramente un attore senza un testo teatrale…improvvisa…si agita…delira.
    ..non sa spesso -“che pensare”–

    e lo ripete ! “Non so che pensare”! (intervallato con “Che pensi tu?” a cui però non viene data nessuna importanza)…e noi lì un pò pietosi ed un pò scocciati…

    Mi sono imposta una regola -non amare mai chi non ti contraccambia- l’Autore, daltronde, sono io, perchè licenziarmi?(..Applausi…).

    (Tra l’altro una commedia può essere drammatica, un dramma non può proprio far ridere….).

    che se ne fa uno del cuore poi?Lo agita da tutte le parti, lo esibisce come uno shaker da cocktails? Un ultimo -Grande Premio della Bontà-?
    -Angostura bitter e ciclamino, please.-

    E che male ha fatto la cattiveria?

    Un attore che attenda la chiamata di un regista non è uguale ad uno che aspetti la chiamata del suo primo appuntamento?Incredibile no?Controlla se il telefono è attaccato…

    Quindi per rispondere a questo telefono post io dico che il delirio è : l’attore senza testo , la persona senza testa

    e che chi invece è privo di delirio è un come un ..

    ..: Teatro Vuoto.

    Gli spettatori si annoiano, se avessero più immaginazione non si annoierebbero…difatti i bambini non si annoiano mai…eppure spesso fanno una vita noiossissima…e credo ci vedano piuttosto deliranti, spesso, e cerchino un “testo” che non trovano ma che si inventano !!!pur di capirci qualcosa.
    -E quello sì, è affascinante.-

  6. … Adesso che il tempo sembra tutto mio (Patrizia Cavalli, POESIE 1974-1992)

    “Adesso che il tempo sembra tutto mio
    e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena,
    adesso che posso rimanere a guardare
    come si scioglie una nuvola e come si scolora,
    come cammina un gatto per il tetto
    nel lusso immenso di un’esplorazione, adesso
    che ogni giorno mi aspetta
    la sconfinata lunghezza di una notte
    dove non c’è richiamo e non c’è più ragione
    di spogliarsi in fretta per riposare dentro
    l’accecante dolcezza di un corpo che mi aspetta,
    adesso che il mattino non ha mai principio
    e silenzioso mi lascia ai miei progetti
    a tutte le cadenze della voce, adesso
    vorrei improvvisamente la prigione.”

    P.S. … Cos’altro dire, professore Gabriele? Un abbraccio.

  7. Dal delirio si guarisce, come dalla febbre …

    IO VORREI NON GUARIRE MAI

  8. Il delirio è nella”” pazzia “e viceversa ? E la” pazzia “attraverso il delirio puo’ portare a livelli superiori di comprensione ? Qualunque sia l’origine nella passione amorosa! ?

  9. La perdita di delirio porta a quella disperazione di Psiche dopo che Eros è volato via. Come si può “immaginare” una vita senza amore? E’ come dire di respirare in apnea.
    Non azzittirei mai quel delirio: la passione amorosa è la più straordinaria follia a due che esista! E, poi, ancora, nell’antica Grecia si diceva che “si ama quello che colpisce e si è colpiti da ciò che non è ordinario”….

  10. una delirante normalità !!

  11. Il delirio appartiene ai santi, ai veggenti, ai folli e agli innamorati, i quali, per puro caso, per un breve lasso di tempo, rappresentano tutti loro insieme.
    Essere deliranti e consapevoli è essere poeti, credo.
    Non mi interessa, lo ammetto, dove conduce l’assenza di delirio.
    Suppongo sia il quotidiano a due dimensioni che spesso mi appesantisce i pensieri.
    Al contrario, invece, io sono sempre ala ricerca dello spazio al di là delle nuvole e nelle tenebre di me stessa, perché mi serve nuova luce.

  12. Ciao Gabriele!
    Roland Barthes è un grande astuto provocatore: il delirio non fa più paura proprio perchè, nell’eccesso di un parlare fine a se stesso, si è perso.
    Mi spiego: Foucault ha svelato come il “dire” a tutti i costi sopra alle cose non sia altro che uno dei meccanismi di controllo del Potere – il principale a mio avviso. Si parla di amore per spogliarlo di ogni mistero, e il mistero è necessario per vivere in profondità. Il delirio amoroso non fa più paura proprio perchè si è perso, sfibrato dalla pseudocultura mediatica. Esso rientra nella Follia – quella sacra follia che sfuggirà sempre al Potere.
    Di persone che sappiano abbandonarsi davvero al delirio ne ho conosciute pochissime…hanno in sè vibrante una natura selvaggia, qualcosa di archetipale molto profondo che, in qualche modo, li protegge. Penso che sia un dono degli dèi. Il problema è che oggi non siamo più educati ad onorarli, per apprendere l’arte della passione.
    Un abbraccio
    Sarah Maschietto

  13. Perdita di delirio è mancanza d’Anima.
    Il delirio comunque è una difesa, penso al delirio della gelosia: vorremmo l’Amore ma non la sua totalità….

  14. Al gelo assoluto. Dove Dante colloca i peggiori dannati dell’Inferno, quelli che risultano così freddi da non portare in Sè traccia alcuna di Amore!

  15. Grazie, cara Valeria, di questo tuo dono. Preziosa!

  16. Grazie Bea, hai ragione, peggio della morte fisica! A presto

  17. Io purtroppo non amo il delirio a deux..questa follia a due…ho provato forti coinvolgimenti e dinamiche passionali, e comunque prferisco vivere fuori da questo delirio..preferisco a volte nell’assenza di perturbazione, che è l’unica foma di “”felicità”” catastematica o veramente stabile e reale, fantasticare sulla prime sensazioni che si anno quando ci si disvela di fronte a noi l’amato i primi sguardi, il primo presentire che accadrà qualcosa, tutto fino alle prime volte che si fa l’amore..poi il resto è un percorso “terribile”” il piu delle volte, nella piu fortunata noia..poiche la solitudine condivisa in due diventa noia spleen atroce..non si è mai cosi soli quando si è assieme….
    Mi viene ironicamente a mente la scena del film di Nanni Moretti in ecce bombo, in cui dice che i momenti migliori sono quando ci si conosce, le prime volte che si fa l’amore e quando ci si lascia e poi ci si reincontra per scoprire che non si ha piu nulla da dirsi…é cosi triste quella follia che molti anelano, evidentemente devono essere cosi vuoti e bisognosi senza identità che nell’annichilimento passionale forse trovano un Sè, un identità…

  18. Fools in love …

    c’è un altro modo
    di essere innamorati ?

  19. Oh sì che c’è Emanuele..solo che si dice amore”però no chiamarlo amore non si può”!

  20. Senza un po’ di follia noi esseri umani non possiamo vivere. Come potremmo sopportare la nostra condizione, alzarci dal letto la mattina, continuare a vivere e sperare se fossimo completamente logici? ll delirio come mezzo per superare se stessi, per abbracciare il mondo o perdercisi, per non morire.

  21. Caro Sognatore,
    per me e’ meglio avere delirio d’Amore che nulla.

  22. Cara Marina,
    le passioni sono degli DEI (vedi il PANTHEON Greco). Quindi per loro Forza creano destabilizzazioni.

  23. Cara Map pina, sei tanto divertente quanto arguta.

  24. Caro Gabriele, grazie, grazie, grazie
    te lo dico come l’onda,
    per aver di me accolto questo,

    mi fai sentire come un bignè su di un vassoio d’argento,

    sorridente e spietata ….come le calorie…

    il bignè per il divertimento…
    ….il vassoio per l’arguzia perchè può fendere se lo lanci o lo puoi usare come scudo –poi è d’argento e contro gli esseri notturni và bene (vampiri o lycaans..)

    D’altronde è sempre una bella rimpatriata quando l’altro è me ed io sono l’altro…ci si capisce al volo…
    non mi vanto più di niente, cerco di sorridere piuttosto.. e stranamente ricevo altri sorrisi in cambio…guardo negli occhio la mia ombra e non trovandoci ..niente… trovo in me tutto.

    come tra bignè e vassoi…feeling perfetto.

    Baci Ammappinati ..arrendevoli e distratti….SmuAcK ops..baffi di crema..voilà…fatto…

    Pericolosa eh?

    Già.Il rovescio del vassoio.L’appiccicume delle persone dolci.Come ti capisco.

    Bignè per tutti, naturalmente.Offro io.

    Baci Ammappinanti…floreali e disarmanti…e pensare che il mio pasticcere preferito sta chiudendo, per troppe tasse o non so quale altra ingiustizia, per me è peggio di un disastro nucleare…d’altronde se ci fosse che ci potremmo fare? Carpe Bignè quindi..ora..perchè… domani è un altro giorno..

  25. Carpe Bignè….?! (Ahahahaha!)

    “…Sei saggia, distribuisci i bignè, tira il vassoio – breve è la vita – rinunciamo alla dieta. Parliamo e fugge il tempo goloso: carpe bignè, hai ragione, non pensiamo a domani.”

    Grazie, Map pina! (Mi sono ammazzata… con le risate!)

    Un abbraccio anche a te, professore!

  26. Valente Val Vento sotto la tua ala si sta bene,
    mi sa che ad una festa noi siamo quelle con il domopak …
    parenti un pò più chic di quelle con le pantofole nella borsa ai matrimoni…..
    Evviva la vita!

    (Ma che mi succede?)

  27. Ah, ti dirò, Map pina…
    Mi hanno raccontato di avermi vista ballare scalza su un tavolo… Ho cercato di convincerli che quello non era un tavolo e che non stavo ballando, inoltre non potevo essere io per la semplice ragione che in quel momento ero al mio matrimonio e stavo fregando un cucchiano da dessert… come ricordo e prova che ero lì “anima e core” e non altrove!
    Ma le leggende metropolitane sono dure a morire… i sosia per fortuna invecchiano!

    Un abbraccio!

  28. Ah, Val Vento Valeri@!
    altro che domopak…sexypak eventualmente..e poi quest’anima e core.. beh’ beh’ beh’…

    ubiquitosa Salomè
    balla per me

    su di un isola un tavolo
    ed uno sposo ciottolo

    ma non eri tu..
    eri me alle prese con il dessert

    il dessert del magreb
    a noi che ci vola l’africa

    in faccia, d’estate, quando
    le terrazze diventano dorate di macramè

    ed io spazzo via l’africa dal balcone
    e penso che vorrei sposarmi al vento

    per essere dappertutto in ogni momento

    poi guardo la mia ortensia azzurra
    pacioccona e penso che sto bene qui.

    Baci salati.

  29. segnalo : di Guido Guidozzi “Ai confini dell’anima” -I greci e la loro follia- editore Raffaello Cortina.

    (La prossima volta che qualcuno mi chiede se sono single risponderò che sono una baccante..Bacco and the City..d’altronde in inglese non si dice bachelorette o bachelor girl?)

    Dal libro che ho citato sopra:
    Pag. 85c : / “Noi profani” scrisse Sigmund Freud
    [in Nota come : Freud , Il profeta e la fantasia-saggi sull'arte, la letteratura, il linguaggio. Di Boringhieri]
    “ci siamo sempre chiesti con meraviglia, come il cardinale che lo domandò all’Ariosto, in quale modo quello strano essere che è il poeta trovi la sua materia.Che cosa lo mette in grado di rapirci con lui in tal modo e di destare in noi emozioni di cui forse non ci credevamo neppure capaci?”
    (fine nota)
    “A questa domanda i Greci avrebbero risposto: la causa di ciò sta nel fatto che il poeta è posseduto dalle Muse, e quando si trova immerso nel processo creativo la sua personalità si annulla poiché dentro di lui si muove una forza più grande e potente, la voce delle Muse che gli dettano le parole e il canto, delle quali il poeta non è che un semplice intermediario.”—(fine citazione).

    Allora ecco che ci siamo persi…la memoria delle Muse ? Ma mi sembra che tu Gabriele l’avessi già detto, vero?E questo mi pare adatto al tema proposto da Barthes.La perdita delle Muse.Forse.intanto il libro me lo leggo tutto troverò, cercherò e mi perderò…ai confini dell’anima..meglio così!

  30. Ho sbagliato ancora! cancellate il comm. di prima? Magari pui/potete correggere?
    E’ GIULIO GUIDORIZZI mi è partita la tastiera ed ho un calo di zuccheri….grazie.E’ proprio colpa di Bacco….

  31. Sei la mia Map…pina!

    A Mappin@ (se mi viene di esser seria con te, questa volta… “menami”!)

    Amo la vita
    ho dovuto dimostrare di “non odiarla”:
    Videro in me la pazza
    Ho abbracciato la mia croce
    per dimostrare di essere la regina dei pazzi.
    Videro in me la prostituta
    Ho abbracciato la mia croce
    per dimostrare di essere la regina delle prostitute.
    Videro in me la Strega…
    Fui la migliore, per loro!

    Hai visto in me Salomè?
    Ti ringrazio e accetto la mia croce.
    E attenderò che, sul vassoio d’argento, al volgere di questo secolo,
    cadano una dopo l’altra,
    con la stessa velocità con cui vorrebbero riscrivere la mia storia,
    con la stessa sollecitudine con cui l’avrebbero montata
    e venduta al vento della piazza,
    le teste gloriose di tutti quei santi
    che lavorarono alacremente all’ombra della ribalta di quella croce
    – santi tutti! Liberi tutti! Che le gabbie si aprano! – impreco,
    immaginando di stare giocando a nascondino.

    …Ecco, cara Map pina, una composizione che andrebbe evocata con la pancia contratta e a bocca chiusa, in attesa…
    (Ti dirò, inoltre, che pensare ad Alda Merini mi acquieta. Sarei rimasta al suo fianco e avrei accettato di dimostrare di essere lei! Grande Anima, ovunque tu sia, sappi che ti voglio bene!)

    Baci

  32. cara Valeria Valentissima,
    giustissimo!
    Se devo citare una figura a me molto, molto cara reputata personaggio negativo, ebbene io ti cito Giuda.
    Figurati un pò.A che punto sta il mio “sentire”.
    Confesso la mia ignoranza per quanto riguarda la Salomè di Alda Merini, farò subito ammenda.

  33. E va bene giochiamo, Map pina…
    Sono sicura che ti sei addormentata dopo le mie prime due righe e ti sei svegliata soltanto alla fine…
    Però! Insperato l’effetto soporifero, lo voglio sperimentare ancora: metti che sia un’efficace arma contro i venditori di fumo.
    In quella parentesi volevo dire che se dovessi interpretare una Salomè, lo farei con lo spirito di “ape furibonda” di Alda Merini. In lei mi “trasferirei ” volentieri. No, non è vero: questo l’ho aggiunto adesso…
    Volevo dire che sono… Napoleone Bonaparte, ebbene sì, non sono Salomè! Sono stufa di doverlo nascondere. Che sarei rinata a fare, sennò?
    Su, cara Map pina, corri a fare un bel controllo alla glicemia: il tuo “sentire” potrebbe dipendere dalla vista … Ed io mi sento molto sollevata, dopo averti detto la verità sulla mia vera identità! (Che ti aspettavi che ti dicessi, dopo avermi rivelato che stai dalla parte di Giuda?)
    Ci sentiamo, falco!

  34. cara Valeria lo sai benissimo che eravamo due streghe…
    e che fuochi in quella piazza..che fumo…coff… coff..

    ti dirò..io so chi ero in almeno tre vite fà..
    ma questo è un’altro discorso(?)potrebbe voler dire solo che noi siamo molto, molto di più.Non è neanche certo che l’ipnosi sia poi così deterministica di un determinato percorso animico del tutto scontato ed invece altro. D’altronde noi non conosciamo la forma dell’universo..però ti assicuro che vedere qualcuno parlare in una lingua ed un accento che non sa beh’..quanto meno è inquietante.Telefonare nel paese di nascita del tizio dove non è mai stato e sentire il medesimo accento in chi risponde beh’, che ne dici tu?

    Ricordarmi di cose che non dovrei sapere..boh’..come fare certi mestieri che non so fare poi chiedo alla memoria di scorta e voilà…per il resto non ti credere..noi gente così nella vita siamo delle frane in tutto…

    ci sono molti tipi di vista , io di mio sono miope, con lentine! però ci vedo benissimo, in certe circostanze, ho visto/sono stata nell’antro che descrive Gabriele nel Rebis, ed in effetti ero centrata o centrato (già anche questo -è- il discorso), c’era l’albero, c’era l’acqua, c’era molto…tutto. Ho toccato quell’acqua.
    Poi sono stata “all’anagrafe” che qualcuno chiama registri di akash o sala dei registri (per il Corano?), dove ho visto il mio -vero nome-.
    Ho visto il Sè.Sempre nel verde, un verde esagerato…
    ma basta qui. Non credere che non mi faccia domande o prenda tutto per scontato, per questo dico che cerco, ma in parte ho trovato già molto, in effetti potrei chiamare il cicap e ritirare il premio…
    Per me Salomè è un simbolo di femminilità, uno dei tanti, collegato alle baccanti, alle profetesse dei templi, quella femminilità terrestre e terribile un pò Kalì, che abbiamo e che mostriamo poco, ..perchè ci sembra “Salomè” forse, ci sembra un fatto legato ad un delitto, ad una colpa, ma Giovanni l’aveva detto che sarebbe morto, Giuda, Salomè..Caino, sono solo “quello” che stabilisce cosa è bene e male, male è tradire, male è istigare, ma noi siamo noi, e basta.Sono io e vorrò sempre sorprendermi.Tu sai ciò che sei, percepisco la tua sicurezza, però non lasciare ad altri le tue scarpe da danza.Balla tu.(Alda Merini probabilmente aveva un 36…dai scherzo, baci dalla falchetta ciecatiella…). P.S. è vero sto dormendo malissimo ..quindi in effetti anche tu ci vedi benissimo quando mi vedi dormire sulla tastiera…eppure non ho la cam…

  35. Map pina, leggo soltanto adesso…
    Su quale “canale”… psichico eri sintonizzata?
    Ballavo scalza!!! (ho un 37)
    Bacioni, oh mia simpaticona!

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