Canti angelici

Affratellati nel Mistero: ecco ancora Nicola. Leggete bene…

Mi sono venuti in mente dei versi che ho scritto qualche anno fa, li riporto perchè mi sembrano riassumere in poesia il concetto precedentemente espresso:

I canti degli angeli si accordano al silenzio della luna
e si propagano sui fili tesi di stella in stella
Solo l’occhio estraneo e inconscio
di quelli che non sono
ne raccoglie le sfumature di tono e luce
per riversarle pallide nella mani
che nel favore della notte tesseranno ancora versi

rapide di gioia attraversano le mani
quando si realizza di aver compiuto
il proprio mistero, il più recente,
la propria verità.

I poeti disegnano sulle proprie orme
geroglifici familiari
che nessuno decifra
ma che tutti sanno leggere

e dietro ogni passo c’è l’ombra di un brivido
e dietro ogni ombra c’è un’ombra più lieve
che sgancia da mille deliri partoriti all’istante

Sì, I POETI SCRIVEREBBERO

ANCHE NEL CIELO

SE POTESSERO

Un abbraccio

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28 Risposte

  1. “I poeti disegnano sulle proprie orme
    geroglifici familiari
    che nessuno decifra
    ma che tutti sanno leggere”

    Come è vero!
    Quale meraviglia, poi, li fa incontrare, i poeti…

  2. Caro Gabriele
    sui poeti non ho la definizione giusta io ARTURO SCHWAZ lo definisco la primavera perchè mi suscita sempre l’ emozione della ri-nascita
    ……….grazie ARTURO ti voglio bene …….

    Naddeo Rosario
    il viandante

  3. Scusate ma di quale Nicola state parlando?

    Dove si possono trovare altre informazioni su questo poeta?

    Grazie

    Anna

  4. Da quale musica ti sei fatto rapire? Quali note mute reggono la trama di questi versi?

  5. Caro Nicola,
    quello che scrivi è verissimo:
    i tuoi versi sono straordinari!
    E’ meravigliosa la conclusione:
    “i poeti scriverebbero
    anche in cielo
    se potessero”.
    Trovo che ciò sia l’essenza stessa della poesia e della profondità di un cuore umano che aspira a mettere in versi i propri sentimenti, i propri stati d’animo e le proprie emozioni.
    La penna del cuore di uno scrittore e l’inchiostro della sua anima sono in grado di incidere il loro messaggio ovunque……. perchè alla fine in solo posto essi faranno davvero vibrare corde segrete e suscitare emozioni indelebili: nell’anima e nel cuore di quanti presto o tardi leggeranno i loro versi.
    Baci Bea

  6. Cara Valeria,

    La musica, o meglio la musa, che ha ispiratato questi versi ha un nome identico al tuo. Valeria è una ragazza con cui ho avuto una bellissima storia di amore. Non essendoci mai fidanzati, non abbiamo avuto neanche la possibilità di lasciarci. Perciò continuiamo ad amarci e ad incontrarci nei territori della libertà e del mistero.
    Un abbraccio e grazie!

  7. Cara Beatrice,
    presto (credo) sarà pronto un libro di mie poesie che mi sono autoprodotto, convinto come sono che l’arte debba essere elargita a beneficio di tutti e indipendentemente dal denaro.
    Il libretto non avrà prezzo, ma ho deciso di offrirlo secondo la formula del libero apprezzamento. Il lettore decide, dopo aver ricevuto gratuitamente il libro, le sorti dello stesso, assegnando un valore economico allo stesso (si parte da 0 euro) a ciò che ha ricevuto dalla lettura.
    Se vorrai potrai inviarmi una richiesta (puoi scrivere sul mio blog) e ti invierò il mio libretto.

    Grazie tanto per le belle parole che mi hai donato!

    Nicola

  8. Caro Rosario,
    hai prorio ragione. Ti voglio bene anch’io. A presto!

  9. Cara Anna,
    parliamo del nostro amatissimo amico Nicola Gelo!

    Puoi trovare molti suoi contributi in questo temenos…

    Grazie e a presto!

  10. Caro Nicola
    è vero che i poeti sono liberi come le aquile volano sui tetti e le strade ,si abbandono alla loro sensibiltà che li travolge in quell’attimo,anzi cercano di descrivere quell’attimo di sentimento e ti restituiscono quello che sono riusciti a percepire della nostra anima .Grazie di cuore Nicola,spero che il fato un giorno mi faccia leggere le tue poesie che non potremmo mai quantificare in valore monetario,perchè la poesia insieme ai poeti ha un valore non quantificabile
    ti voglio bene Nicola
    il viandante

  11. Caro Viandante, caro Gabriele, cari Tutti,

    a proposito di definizioni, non posso non ricordare la definizione data da Platone ai Poeti

    “I poeti non sono altro che interpreti degli dèi”

    - e ancora -

    “I poeti, sono per noi, una paterna guida verso la sapienza”.

    E’ forse per questo, Gabriele, che da anni hai l’ audacia e la follia di parlare di poesia in televisione e di leggere e commentare ,non solo le liriche dei più grandi poeti ,ma anche di quelli che nel loro piccolo stanno contribuendo a salvare il Mondo?

    Un abbraccio

  12. Caro Nicola,
    che “Valeria” voglia dire per te: “ritorno” e che altri amori ti diano la… “partitura” per infiniti viaggi. Che tu abbia felicità da condividere è il mio augurio; ma che tu possa essere felice lontano da te stesso, è una battaglia che, spero, tu vinca per il tuo – e tuo soltanto – Bene! Saresti l’Unico ad avercela fatta!
    Valeria

  13. Cara Anna,
    ti ringrazio per l’immeritata attribuzione di “poeta”.
    Credo che oggi tutti siano chiamati ad aspirare a questa condizione. Per me il “poeta” è una persona che ha imparato a vivere trovando la bellezza ovunque. Nonostante il precariato, gli stipendi con cui non ci si arriva neppure a pagare le bollette, nonostante la violenza, i cataclismi, il traffico per strada, le morti bianche, i telegiornali ed ogni possibile sciagura, i poeti sanno che la loro emancipazione passa per la strada dell’emarginazione. “Essere ai margini” per spiare la vita, coglierne l’assoluta bellezza, occultata abilmente da un velo di assoluta mediocrità. Il poeta, a differenza dei dannati, va all’inferno ma non ci resta, impara quindi a conoscerlo. Al giorno d’oggi siamo tutti gettati in un inferno (Cioran disse – siamo tutti in fondo ad un inferno, dove ogni attimo è un miracolo) A noi sfruttare al meglio questa possibilità.
    Probabilmente quello che ho scritto apparirà folle, ma credo sia appartenente all’ordine del giusto-buono-vero

  14. Caro Naddeo,
    ciò che mi fa scrivere, così come ciò che mi porta a suonare è un sentimento che è prossimo alla follia. E.M.Cioran (sì, ancora lui..) riferì di aver sentito pronunciare da un malato mentale questa frase: “Sono come una bambola rotta con gli occhi caduti all’indentro” . Io mi sento così. I miei occhi sono caduti “all’indentro” e da questa postazione osservano il mondo, i tetti, le case e imparano a conoscere il significato delle lacrime. Ma questo lavoro è una gioiosa accettazione. Quasi tutte le persone che guardo negli occhi mi confidano silenziosamente ciò che di loro meno conoscono. Presto l’umanità volgerà al bene. Noi, ci stiamo preparando. Il 17 febbraio, in Campo de’ Fiori, capiremo meglio.

    Tu come viandante credo abbia fatto una scelta di libertà
    e questo mi rasserena. Non sai quanto. Non sai quanto.

  15. Cara Valeria,
    una sola cosa manca affichè possa essere felice: la felicità di tutto il Mondo. Ma sapere che tu sei felice mi avvicinerebbe a te e sapere che tu hai avuto un momento di felicità pensando a me, mi avvicinerebbe di più a me stesso. E’ questa l’alchimia… e così io e te ci troviamo già a condividere la felicità che mi hai augurato.
    Ogni amore è un frammento di infinito che viene a farci visita. Ci brucia e ci sconvolge con la sua irruenza. O con la sua gentilezza, che è una delle forze più potenti e sconosciute dell’universo.
    L’ultima parte della tua mail è per me “oscura”.
    …Che tu sia felice lontano da te stesso…cosa vorrà dire davvero?

    Mi viene in mente Alberto Bevilaqua

    ci siamo sbagliati
    a disperare di noi,
    siamo perfetti
    nel duetto per voce sola,
    mia Itaca perenne di tutte le mie vite
    deviate dall’equivoco.

    Itaca…la “teca dell’Io”…che tu sia felice lontano da te stesso…hai pronunciato delle parole magiche Valeria, te ne accorgi?
    E’ straordinario quello che hai scritto! Ci sono arrivato ora!

  16. Caro Nicola
    E’ normale che un uomo opponga resistenza alla sua ANIMA ,perché essa rappresenta i contenuti esclusi dalla vita cosciente. Ti confesso che quando ti leggo la mia mente mi porta allo scrittore poeta Mario Tobino,e sono sicuro che non è una causalità. Tobino insieme a Basaglia sono stati gli autori di una grande svolta “nel mondo della sofferenza”. Ma non è questo il punto, quello che bisogna rende omaggio Tobino e che aveva capito che nella dimensione umana non esiste il “diverso” .la persona da evitare a ogni costo, applicare qualsiasi atrocità ,per renderlo “normale”. Ma non è cosi ognuno di noi è poeta se si affaccia dentro. E tu, caro Nicola con grande e immensa sensibilità ti sei catapultato nell’universo della poesia. Si hai capito bene che la poesia non è solo un contenitore di parole ,non è una via d’uscita per sfuggire dalla realtà, anzi è l’opposto e di questo te ne va dato atto. E fai bene a tirala fuori dal tuo cuore è li che la poesia si forma ,e da quel cuore che come da vita al nostro corpo esso da vita anche alle passioni emozioni ecc. La poesia è la sottotrazione delle parole superflue ,e la proiezione dell’anima , il “ ramastrellare” del male essa tende ad arrivare …… ad una sola parola. Ho tane cose scritte ma non voglio rubare spazio a gli amici,che hanno parole più concrete di me., sai sono un viandante e i viandanti non possiedono nessuna sofia la cercano sempre. Spero che il 17 febbraio ti posso abbracciare …….
    Un grazie di cuore
    Naddeo Rosario
    Il viandante
    p.s. Nicola per contatti : naddeo@alice.it

  17. Carissimo Nicola,

    quello che scrivi denota una grande e sensibile anima: ti ammiro e ti apprezzo per questo!
    Certamente vorrò “acquistare” una copia del tuo libro. Amo la poesia e, in questo mondo in cui far valere le proprie capacità ed i propri lavori è un’impresa alquanto improba, credo che gli scrittori emergenti vadano sempre sostenuti ed appoggiati!
    Un abbraccio Bea

  18. - Naddeo, lo spazio non si ruba perchè è infinito. Io ho scritto per la prima volta una mia poesia su questo sito, dopo circa 5 anni dalla sua “ideazione”. Sono molto riservato e questa riservatezza a volte può essere anche una condanna. Sarebbe bello leggerti. Come viandante ti consiglio il meraviglioso libro di Natsume Soseki, intitolato “Guanciale d’Erba” (Neri Pozza ed.)
    - Beatrice, grazie per le tue parole (hai letto la mai risposta di capodanno?) Non mi sento uno scrittore ma sono felice di essere, un essere umano con tutte le sue contraddizioni, zone oscure e luminose, ma ho scoperto finalmente il valore di questa condizione. Di questa vita.

    Un abbraccio globale!

  19. Hai ragione Nicola ,si è vero ho fatto una scelta di libertà. Sono fuggito dalle bufere della vita appiattita ,quella vita “normale” per navigare nello oceano di anima ,dove ho trovato un posto caldo per il mio cuore. Tredici anni di un viaggio tra maschile e femminile ,tra luce e ombre emozioni , delizie ,struggimenti e passioni del mio teatro interiore. Sento ancora la sigla “LA VOCE DEL MARE” che è stata la mia compagna dentro e fuori dai testi-terapia verso il di-venire di anima. Il mio fine è uguale al tuo ,il bene per il prossimo ,e “noi” siamo il bene perché sappiamo la via che porta al bene medesimo. Filamenti di pace e bene discendono su di te.
    Angelicamente libero
    Naddeo Rosario

  20. Caro Nicola,

    non ho letto la tua rispota di capodanno, scusa in quale parte del bolg la trovo?
    Le tue parole di oggi mi colpiscono molto: sai anche io, dopo una lunga analisi di me stessa e della vuita in generale, sono giunta alle tue medesime conclusioni. Mi hai fatto venire in mente alcuni versi di Pessoa, che secondo me riflettono queste nostre umane e congenite contraddizioni:

    “È così difficile descrivere ciò che si sente
    quando si sente che si esiste veramente,
    e che l’anima è un’entità reale,
    che non so quali sono le parole umane
    con cui si possa definirlo.”

    Baci, Bea

  21. Scusami Beatrice,
    ma la risposta a cui mi rivolgevo in realtà l’avevo formulata per Valeria D.A. (che strano, pensavo proprio di averla ricordata per te)
    La trovi comunque al seguente link: http://gabrielelaporta.com/biografia/#comment-7094

    Un abbraccio

  22. E’ la tua “Valeria” che ti viene a cercare… :ogni volta che cerchi una risposta, “Valeria” …”ritorna”!
    Un abbraccio

  23. Mi scappano “faccine” senza che io lo voglia. Nicola, ho scritto “ogni” e non so come mai… Misteri della tecnologia… gli unici che non intendo violare!
    Davvero, Nicola TI piace ascoltarti! E VI ascolto… ! (Non uso la malinconia come scudo: gli dei di questo mondo osservano attraverso cannocchiali, o potenti microscopi! Inutile sarebbe anche richiamare la loro attenzione, ammantandosi di malinconia. Ho una resistentissima “scorza” di autoironia, ma gli dei non ridono! Sono felice, ma…quasi… nessuno se ne accorge e lo sarei di più se potessi vedere fuori di me… quello che mi rende felice. E allora non mi parlerei più addosso. Starei zitta! Intanto “sto lavorando per noi”: io, me e la mia famiglia!)

    Valeria

  24. Nicola un saluto con tantissimo affetto..
    naddeo rosario
    il viandante

  25. Caro Nicola i libri sono la nostra speranza le poesie le nostre medicine,ma se trovi un viandante e meglio prendersi un caffè con il viandante che leggere un libro,perchè la sua università è la strada e la sua accademia è la sua interiorità
    un abbraccio
    naddeo rosario

  26. Caro Nicola, se tu sapessi quanto “poco” penso di me… ti ringrazio perdutamente delle tue citazioni.

  27. Caro Gabriele,
    ieri leggendo Dostoevskij ho trovato questo importante passaggio:

    “Egregio signore, povertà non è un vizio, questo è vero.
    Ma la miseria, egregio signore, la miseria è un vizio. Nella povertà si può conservare ancora la nobiltà dei propri sentimenti innati, nella miseria no, mai e nessuno. (…) perchè nella miseria io sono il primo a umiliare me stesso.”

    Ecco. Io sono per la povertà. La povertà è riscoprire il piacere di danzare al suono di una radiolina, sull’erba fresca di un prato, invece di accalcarsi per entrare in una discoteca e fare a botte per gli sguardi indiscreti rivolti ad una ragazza.
    La povertà è dividere insieme alla creatura amata una pizza in due, con una felicità nel cuore che nessuno può rivelare.
    La povertà è l’essenza stessa della Natura, che ama nascondere la propria ricchezza dietro questo velo così candindo e semplice.

    I tuoi racconti d’infanzia rivelano quanto tu conosca questa condizione. Condizione che ti ha permesso di conoscere la magia naturalis e l’essenza del Femminile..

    Ma la miseria… è il non aver più fiducia nella provvidenza perchè qualcosa o qualcuno ha diviso l’uomo dalla Natura.
    E allora un povero, senza la Natura, diventa un miserabile. Un poeta senza il suo territorio poetico non è più un folle perchè diventa pazzo.
    Ed è proprio questo che vogliono fare di noi i detentori del potere. Impedire all’uomo di avere un lavoro è togliergli ogni dignità e lasciarlo difatti impazzire. In queste città che sono diventata gabbie di spersonificazione.
    E dove c’è miseria non può che esserci che violenza e sopraffazione.

    Avere scarsa stima di sé, spesso rivela personalità umili e gentili, ma (adesso immagino Giorgio Colli) cosa diverrebbe un Giorgio Colli privato della sua unica possibilità di comunicare agli altri la personale visione del mondo?

    Mi alleo al canto dei disoccupati, alle richieste silenziose dei vecchi e dei pensionati costretti a parlare con i piccioni e alle tante persone che non smettono di cercare nella folla, sguardi complici e curiosi.

    Non so perché custodisca ancolra l’idea malsana di dover rispondere a tutto questo mantenendo in me il sentimento della compassione e della bontà.

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