Partire, Morire, Rinascere.

Vi lascio una riflessione di George Simenon vi chiedo: indipendentemente dalla volontà dello scrittore, che cosa vuol dire questa frase? Buona pesca:

“Sono nato nel buio, sotto la pioggia, e me ne sono andato. I crimini che racconto sono i crimini che avrei commesso se non me ne fossi andato. Sono  uno di quelli che hanno avuto fortuna. Cos’altro si può dire di quelli che hanno avuto fortuna se non che se ne sono andati?”

(Da una intervista del New Yorker del 1953)

About these ads

39 Risposte

  1. Gabriele,
    Le rispondo di getto.
    Penso che, a volte, in una sorta di lapsus animico, le persone parlino inconsapevolmente con un linguaggio metaforico…che ci ricorda mnemosjne?…o no?

    La devo lasciare: le mie figlie mi stanno attorno come le api intorno al miele e sono passate ai dispetti!

    Buonanotte.

    Marinariannachiara

  2. Credevo di avere postato una risposta ma non me la visualizza. La riscrivo, quindi se troverà due risposte simili e uguali nei contenuti, le consideri una sola.
    Mi viene da rispodere di getto così:
    Credo che, a volte, le persone creative possano più o meno consapevolmente parlare per metafore, in una sorta di “Lapsus Animico”. Questo mi ricorda la nostra mnemosjne…o no? Lei che ne dice?
    Baci, sempre.

  3. caro La Porta,
    questa riflessione mi conduce ad un’altra:
    « Davanti a due strade divergenti in un bosco, mi incamminai lungo quella meno battuta, e questo ha fatto la differenza » (Robert Frost) .

    Questi versi mi sembrano restituire alla nostra riflessione una lettura più diurna – di quella offerta da Simenon – ma ugualmente affascinante ..

    Penso sinceramente che l’esperienza umana ed intellettuale “sia in grado di produrre differenza” nel momento in cui osiamo portare luce dove non c’è luce e sfidare il freddo brivido notturno che dimora tra le pieghe del nostro essere comune. per provare a guardare in faccia all’aurora.
    saluti
    massimiliano

  4. Il Buio…Molti significati si addicono al Buio.
    Il Buio come condizione di smarrimento nella solitudine.
    Il Buio come dimensione interiore nella quale far risaltare un piccolo lume…di speranza o soltanto il focolaio del nostro dolore.
    Il Buio: la naturale sequenza successiva alla luce, nel bioritmo del nostro piccolo universo.
    Nel Buio i sensi si accendono, si aspriscono e la percezione delle cose intorno perde i contorni; le cose si identificano in un fruscio, diventano suono impercettibile all’orecchio di chi vive nella luce.
    Il Buio di Simenonne non è la notte. E’ la condizione fortunata di chi, nel Buio, capisce il senso di quello che succede intorno a lui. La pioggia è quella carezza “materna” che nel Buio lo avvolge, lo riconosce, lo fa sentire presente e vivo in quell’istante; la pioggia lo rende visibile e presente a se stesso soltanto.
    Nascere dal Buio è naturale, ma la condizione di Simenonne è quella di chi ri-nasce nel Buio perchè si ribella a se stesso; “parte”, va via da se stesso o da chi sarebbe potuto essere o diventare se fosse rimasto lì…
    Verrebbe da immaginare che il carnefice si rivede, si riflette, nella sua vittima. Conosce il dolore che infligge alla sua vittima e scappa… Racconterà quello che sarebbe successo, ma…
    La pioggia è la sua acqua battesimale. Il Buio è la condizione in cui la sua Coscienza, lui, ri-scopre un tesoro: la libertà!
    Non tutti però sanno apprezzare il valore di questo dono divino. Noi tutti , inquanto esseri -con-dei limiti e limitati, dovremo perderlo quel dono o rubarlo, prima di… ri-nascere?

    Professore, non ho pescato con la canna da pesca, comodamente seduta sullo scoglio, ma ho fatto pesca subacquea, oggi… Ho davvero bisogno di aria e di pensare ad altro, se ce la farò! Un forte abbraccio: questo riesco ancora a darglielo! Alla prossima.

  5. …mi è venuto in mente anche “la scelta”, il liberio arbitrio che abbiamo in vita e fuori dal tempo…

  6. Prima ipotesi:
    il destino non esiste perchè “è imbarazzante ma Dio non esiste” quindi l’uomo è libero di fare quello che vuole e tutto quello che succede è frutto di scelte senza indirizzo, esseri smarriti in un bosco che non conosciamo.

    Seconda ipotesi :
    il destino “è tutto scritto da Dio” quindi quello che noi facciamo è già stato tracciato prima sopra ed oltre noi quindi è vano qualsiasi affanno, l’errore che possiamo fare è quello di andare contro il volere Divino.

    Terza ipotesi:
    il destino “l’abbiamo scelto noi” prima di nascere, quindi l’unica torto che potremmo fare è quello a noi stessi, non portare a termine quello che abbiamo scelto.

    enne ipotesi………………………………………………………………

    quindi andando via, ci si adegua ad un destino già scelto da altri, si colgono le circostanze fortunate che ci portano alla scelta, o la scelta è stata fatta da noi prima di nascere, oppure?

    matteo

  7. Consapevolezza di insoddisfazione..forse
    una migrazione dello spirito verso lidi più consoni all’anima.
    Partire dal buio, morire per poi rinascere in una luce non più offuscata..è cosa grande , prof..
    riuscirci equivale a risorgere ma forse è indispensabile passare attraverso il tunnel di una notte oscura per riuscirci, come in un labirinto e trovarne la via seguendo come Teseo il filo di Arianna, solo che quel filo a volte è così invisibile da lasciarci demordere nei nostri intenti..
    questo è il caso in cui perseverare non è diabolico ma divino.
    Bacio mirtilloso e buona giornata al sapore di latte e caffè.
    ciao prof
    ciao interagianime

  8. Dopo aver letto zigzagando tanti posti, raccolgo riflessioni, impressioni, piccoli frammenti di pensieri sparsi. Leggendo Simenon, mi saluta ammiccando il dàimon, quel demone toccatoci in sorta che ci chiede tenacia nel continuo superamento di prove per realizzare se stessi. Il punto è: rimanere fermi dove si è già, o partire? Partire da – un pò morire. E in questo cammino qualcosa può proiettarci al di fuori del tempo e dello spazio. L’Amore che non ha aspettative (come scrive Marina) ci regala la visione istantanea dell’eternità ed anche ci indica che il cammino è più importante della meta. A che prezzo? Quando torniamo a muoverci dentro le coordinate spazio-temporali, talvolta, vorremmo non essere mai partiti, non avere mai conosciuto quel Nome che ha aperto un varco. Perchè non si può negare la sofferenza. C’è: è una forza tirannica. E allora? E’ un soffio bizzarro e, infine, forse, ci accorgeremo che partendo abbiamo realizzato il ritorno ad un antico lontano perduto punto di partenza. L’Amore è un’occasione istantanea per realizzare quella consapevolezza in un istante che è destinato a perdersi. E, infine, tornare.
    Vabbè, forse mi sono espressa in modo contorto? Pazienza, talvolta capita anche questo.
    Sarah

  9. Dopo aver letto zigzagando tanti posti, raccolgo riflessioni, impressioni, piccoli frammenti di pensieri sparsi. Leggendo Simenon, mi saluta ammiccando il dàimon, quel demone toccatoci in sorta che ci chiede tenacia nel continuo superamento di prove per realizzare se stessi. Il punto è: rimanere fermi dove si è già, o partire? Partire da – un pò morire. E in questo cammino qualcosa può proiettarci al di fuori del tempo e dello spazio. L’Amore che non ha aspettative (come scrive Marina) ci regala la visione istantanea dell’eternità ed anche ci indica che il cammino è più importante della meta. A che prezzo? Quando torniamo a muoverci dentro le coordinate spazio-temporali, talvolta, vorremmo non essere mai partiti, non avere mai conosciuto quel Nome che ha aperto un varco. Perchè non si può negare la sofferenza. C’è: è una forza tirannica. E allora? E’ un soffio bizzarro e, infine, forse, ci accorgeremo che partendo abbiamo realizzato il ritorno ad un antico lontano perduto punto di partenza. L’Amore è un’occasione istantanea per realizzare quella consapevolezza in un istante che è destinato a perdersi. E, infine, tornare.
    Vabbè, forse mi sono espressa in modo contorto? Pazienza, talvolta capita anche questo.

    Sarah

  10. Attraversare il buio della sofferenza e partire alla ricerca di se stessi. Dover morire per potersi ritrovare, scoprire chi siamo, quali le lacune da colmare, quali i bisogni insoddisfatti. E poi rinascere, nuovi e forti di tutto ciò che si è saputo comprendere.

  11. Tesorini, mi piace da morire immaginarvi. La tua cucina è abitabile? State spesso lì. (Animae meae si vos valete nos valemus)

  12. La metafora è tipica delle creature ricolme di Anima.

  13. Caro Massimiliano (antonucci!) la citazione di Frost è un classico “dono”.

  14. Cara Valeria, senza preoccuparti di estetismi o di fluidità pseudo letteraria, continua a scrivere sul BUIO. Memtre ti lasci andare nell’acqua interiore. PRova.

  15. Matteo, c’è moltissima libertà nello scegliere il nostro destino.forse è la libertà più grande che abbiamo. è una scelta, io lo credo, che compiamo prima di venire sulla terra. così scegliamo il nostro daimon. (che ricorda la mappa del nostro destino, ma noi no)

  16. Amatissima Calliope, non ho nulla da aggiungere. ci siamo, ci sei.

  17. Graziella, va bene così.

  18. Cara Sarah, molte volte te l’ho detto, devi partire di meno. Secondo me tu devi Permanere. Abbracci.

  19. Allora,
    noi donne siamo un po’ pericolose in cucina, insomma, un po’ streghe, in questa casa, mettere sul fuoco la pentola sembra essere un fatto imprescindibile!
    La mattina, prima di uscire, mi viene chiesto conto e soddisfazione del menu del giorno dalle due megerine…e friggi, e lessa, e vapori vari, e arrostisci… che te lo dico a fare!

    Sì, la cucina è abitabile ed attrezzata, pare un laboratorio! Ma non è immensa come piacerebbe a me: con i fornelli al centro, i mobili di legno color vaniglia, le pareti giallo ocra, i peperoncini gli agli e le cipolle appese ed un bellissimo grande lampadario di cristalli multicolori…il lavabo con la finistra sopra che da sul giardino e sulle piante aromatiche e, dentro, calici di cristallo e le pentole lucide e i barattoli di miele e la dispensa con i vini e l’olio, anche quello piccante con i peperoncini dentro e i tè ed i biscotti: adoro i biscotti!
    Che bella la casa decorata e piena di come sei tu! Dentro.
    M. A. C.

  20. Per Matteo,
    sono d’accordo con il Professore quando dice che il liberio arbitrio è un concetto ampio…insomma, credo che immaginare di scegliere e di non subire una vita/condizione per difficile che sia, sia liberatorio: nulla è più benefico del prenderci le nostre responsabilità. Ho un sospetto: credo che dobbiamo accettare volontariamente Anima.

  21. Nel Buio dell’ acqua interiore, il silenzio dona pace. Il Buio è pace. E’ quello che spero di raggiungere; dopo la tempesta, di ricongiungermi con la mia pace.
    Ci ho provato, prof!

  22. Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino.
    S. Tamaro

  23. Valeria, il nostro vero viaqgio è nel provare il viaggio. Tentare.

  24. La tua cucina di Fantasia è la mia cucina di Fantasia. A me piace studiare, bere vino, sentire gli odori di cibi e poi sognare e poi bere e poi leggere e poi dormire e poi la Musica. Scioglermi.

  25. Dobbiamo accettare Anima nello stesso momento in cui la conosciamo. Ma Anima non è Fato.

  26. Professore,
    il martedì vado dalla “psicologa di sostegno” (capito?! tipo l’insegnante di sostegno! Va beh!), una donna buonissima, si vede dagli occhi e poi mi dà sempre ragione, fatto non trascurabile per l’Ego…comunque, stamattina le ho detto che la psiche, secondo “noi” (non è un plurale maiestatis!), ha un corpo sottile che si nutre di sostanze ad essa simili, come gli odori, gli aromi, i sapori, le letture, i pensieri, i sogni, la musica (incredibile la musica in relazione alle emozioni)…
    La dottoressa mi ha guardato perplessa, poi, mi ha detto riferendosi ad un termine da me usato in terapia:
    “Sono una pragmatica. Tuttavia, ci sono cose che lei mi dice nelle quali io mi ritrovo! Da qui la mia perplessità.”
    “Dottoressa noi non possiamo capire tutto…” e mi sono fermata lì. Mica posso andare a fare la saccente in uno studio medico!

    Una spruzzatina di Spring Flowers (Creed), una certa sciccheria…

  27. No, Anima non è fato.

  28. Bella citazione, Antonietta. Ma sempre più sono propenso a credere nel destino.

  29. Sei fromidabile, Marina. Ma una domanda. Su anima sei preparata. Ma lo Spirito, cos’è?

  30. …lo Spirito…
    Credo che la presenza dello Spirito sia ciò che fa la differenza nelle persone, anche fra i cercatori di Anima. Insomma, penso che il cercatore di Anima, aggirandosi in quel sottilissimo velo che separa la Riflessione dalla Fantasia, più o meno consapevolmente, gareggi col divino…”il cercatore d’Anima pretending”, o sedicente, può essere mostruosamente Egoico, a meno che non sia lo Spirito a muoverlo e ad animarlo.
    Se è lo Spirito che anima le mie scelte e non la mia mente, sicuramente, il mio modo di osservare il mondo parte da una profondità diversa: si potrebbe usare l’espressione “sto guardando il mondo con gli occhi dell’Anima”. Ovvero, non ti giudico ma mi rispecchio in te che mi stai davanti…
    Lo Spirito mi mette in contatto con la parte più profonda di me e mi eleva…al di sopra, soprattutto di me stesso. Lo Spirito mi permette di discernere un comportamento da tenere piuttosto che un altro: lo Spirito dà alla mia Anima la dignità che merita, attraverso scelte, azioni e comportamenti che riflettano esteriormente ciò che le anima…e non ultimo, lo Spirito è una sorta di essenza che emana da ognuno di noi, sia esso uno Spirito elevato o uno spirito immondo, e che può essere percepita in qualche modo dagli altri. Perché lo Spirito si sente…nell’aria…che si direbbe simile alla Sua stessa sostanza.

    Ho detto un sacco di fesserie?

  31. Siccome non ho capito la frase alla prima lettura, mi sono fermata a pensarci su. L’ho riletta e riletta. E piano piano ho avuto una immagine. Sembra una poesia. Mi fa pensare al voltare le spalle a una vita difficile fatta di lacrime e mancanza d’Amore, nella quale si nasce non per nostra volontà, ma chiamati da altri. Altri che non ci attendono per amarci o in un luogo amorevole, che nei primi anni della nostra vita possono determinare il nostro modo di pensare, le nostre scelte, la nostra sensibilità o i nostri crimini futuri. Di tutte queste cose poi saremo responsabili solo noi, perchè nella vita ci sono momenti in cui all’improvviso si può scorpire se stiamo vivendo nel buio e offrendo buio agli altri.
    Se si vive nel buio, allora quell’istante di consapevolezza lo si può ricacciare indietro o decidere di cambiare, di scegliere una vita diversa. Una cosa assai difficile da fare, tanto che viene da chiedersi se siamo stati davvero così disperati da trovare la forza o siamo stati solo fortunati, quasi che il dolore alla fine ci offrisse davvero la possibilità di essere migliori. Destino Vs Libero Arbitrio o semplicemente Trama e Ordito che si intrecciano. Mi sono un po’ intristita a cercare di caprie questa riflessione, anche se in realtà alla fine parla di speranza. Non so chi sia Geroge Simenonne, quindi vado a informarmi. Saluti Prof.

  32. Sì, il destino… è lui che in realtà decide per noi in quel veloce attimo in cui, davanti al bivio, dobbiamo scegliere la strada per proseguire.

    Grazie Gabriele di ricordarlo, è molto importante tenerlo presente.

    “Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono. Molte cose si sono realizzate secondo i miei progetti, ma non sempre a mio vantaggio: ma quasi tutto si è svolto naturalmente e per opera del destino.” (Jung “Ricordi, sogni, riflessioni”)

  33. Esattissimo. E il rappoto tra Anima e Bimbola?

  34. ….ma l’IMMAGINAZIONE!
    IMAGINARIUM…
    Dio quanto Le voglio bene. Oggi pensavo a Lei, stavo transitando nei paraggi di Villa Glori e mi è apparsa una scritta: “LUI E’ UNO ( the ONE) DI CASA…

  35. Oltre che sciogliersi, MArina, potremmo liquefarci. (Grazie della bellapoesia di YEATS)

  36. No. Lo Spirito nutre Anima. E’ il punto intermedio tra anima e Mondo. (Come Anima è il punto di congiunzione tra Mente e Corpo) (Marsilio Ficino)

  37. E’ il grande romanziere George Simenon (refuso del post,o la mia distrazone atavica, di fronte alla Tecnologia?) Senza “ne” finale. La tua riflessione,però, è così profonda che non deve intristirti. Anzi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 382 follower