Un viaggio da fare insieme

Mi permetto di consigliarvi un libro che è contemporaneamente un testo di storia, di costume e di cucina. Ma che, in realtà, è una vera esplosione di gioia e buonumore: è di Wladimir Kaminer “La cucina totalitaria” edito da Guanda. È la storia di Wladimir che vuole festeggiare i settant’anni di suo padre.

Sono tutte e due ucraini ma vivono a Berlino e quindi cercano un ristoranre russo nella città tedesca. La delusione è tanta, dato che non c’è più nulla della tradizione in quella cucina troppo internazionalizzata, che il giovane promette di fare con sua moglie Olga un viaggio nell’ex Unione Sovietica, per riscoprire gusti e profumi del passato.

Chi vuole davvero comprendere la storia degli anni del Soviet e dei paesi occupati troverà in queste pagine l’allegria di chi è uscito da un incubo e la festosità di recuperare la propria identità. Ma tutto questo senza recriminazioni o cattiverie.

Tutto è restituito con il sorriso. Ci sono mille storie e aneddoti, come quella dei palazzi di ringhiera ucraini. Orridi casermoni, ma con appartamenti tutti dotati di microbalconi. Al tramonto tutti si affacciavano per chiacchierare e soprattutto per scambiarsi cibo, vino e liquori. Un saliscendi continuo di panieri. Scoppi incessanti di ilarità. E racconti che si intrecciano tra i balconi più vicini e lontani, in un pantagruelico crescendo di abbuffata e canti notturni.

La vita, al di là di tutto si afferma (ed inoltre ci sono delle ricette per noi così astruse da farci rimenere a bocca aperta).
Faccio notare che ai miei tempi mangiavo di tutto e bevevo di tutto in ogni luogo dove andassi, per capire un paese bisogna mangiarlo, ma soprattutto berlo.

Ultrabaci a tutti per l’inizio della settimana.

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10 Risposte

  1. Non so se compererò un libro di ricette ex soviet, poi vediamo…non perché abbia nulla contro la gente dell’Est Europa….solo perché, Lei non ci crederà, io ho un diploma di Cuoco professionale e di primo e secondo livello Cordon Bleu!
    Hi, hi, hi.
    Lo so sono una sorpresa continua, anche per me stessa: Tutto si sa! Infatti a sei anni sapevo già lavorare a maglia e all’uncinetto, dopo ho imparato il mezzo punto, so dare i punti e fare piccoli ricami. Pulisco come nessuno fà! Ho studiato danza classica e quando ho preso la mia prima lezione di Yoga la maestra mi ha detto: “Scusa, tu mi dici che non lo hai mai praticato, mentre a me pare che tu conosca le posizioni da sempre. In particolar modo quella del guerriero…”.
    “Te credo!” dico io…
    Oggi ho riparato una serranda, un tavolo ed un’aspirapolvere.
    Hi, hi, hi.
    Però, la storia dei balconcini del condominio mi ha fatto venire in mente il mio condominio…io, per ovvi motivi, non posso pubblicare sul mio blog quel che mi accade ogni qual volta incontro un mio condomino, che mi becca da sola mentre leggo in santa pace e perfetta solitudine un libro aspettando Arianna al cancello, per fare un esempio. Sono diventata senza nulla chiedere, inaspettatamente, il Refugium Peccatorum del mio condominio. Oramai, tutti mi parlano! … E pensare che io credevo che la mia fosse una famiglia, come dire, bizzarra…
    Se Lei vuole Le posso raccontare qualcosa di tragicomico…senza fare nomi…allegorie, mi creda…
    Come vede anche io ho il mio balconcino…
    S / MAC GRATIS

  2. cara MArina, sei una fonte di sorprese. Sei come una scatola di giochi che si rinnova continuamente (invece io non so fare proprio niente). non vedo l’ora che ci racconti qualche storia. smac-kiss-slurp e gnam!

    1

  3. siccome sono un pazzo viandante ,posso agregarmi a questo viaggio ,che ci PORTA …verso.delizie di sopprese luccicanti ..penso che ANIMA è QUESTO…. Ie poi DIRETTORE LA NOSTRA MARINA è il motore del blog ….mastica molto bene anima..elogio elogio elogio
    io ,marina,ti sono vicino e tu sai di cosa parlo…
    andiamo avanti..
    nei paneti interiori bisogna essere DE COCCIO.. direttore…..
    il viandante

  4. Marina si muove a sorrisi lacrimanti. Troppo. Una fortuna.

  5. …sorrisi lacrimanti. Gabriele è vero, sorrido troppo ma non piango tanto sa? Altrimenti dopo sto peggio.
    ROSARIO, invece, mi chiama Volpone e mi piace tanto, mette allegria…un bacio ad entrambe.

  6. CARO DIRETTORE
    fare il viaggio e con lei e accompagnato da un volpone sono strafelice ,ma il guaio che nei sentieri di anima mi è sempre toccato di rimanere da solo a solo ,con il drago e la sirena
    mi aiuti
    il viandante che echeggia amore

  7. sorrisi mirtillanti, MArina.

  8. caro prof.
    non riesco a trovare questo testo,sia a Napoli che a MILANO

  9. Caro ROsario, è del 2006. occorre chiederlo alla casa editrice.

  10. L’OMBRA
    L’OMBRA, e’ la cartavelina
    che avviluppa i silenzi antichi,
    e’ lo sputo sacro della nostra nima.
    E’ la pelle delicata della luna
    e’ la scorza dell’io, che si perde nei
    profondi segreti di pietra
    l’ombra,e’ l’impronta
    della vita,e’ un film senza sonoro,
    un sogno nel sogno,
    e’ l’alito del cielo,e viva certezza di ogni cosa.
    ————————-3-6-1991 gina tota.

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