Il pensiero del cuore

Come ho dichiarato più volte, io sono laico, ma non ateo. Personalmente quindi ho apprezzato l’intervento del Pontefice sui motivi della crisi mondiale: l’idolatria del denaro.

Credo che proprio questo fenomeno dimostri l’esistenza di forze opposte dentro e fuori il pianeta.

La passione del denaro è, in realtà, una passione pervertita, quindi perversa. Potrebbe, come è già accaduto nel passato, causare molti dolori.

Coltivare l’anima è l’unico antitodo. Questo è quello che ho capito.

Ma attenti. Scientisti, tecnicisti e positivisti non sono d’aiuto. Qui ci vuole “l’Anima Mundi” e il pensiero del cuore (James Hillman).

Porto II

Soltanto nelle biblioteche pubbliche di Roma esistono oltre cinquemila testi di alchimia o saggi sull’argomento. Tranne che in pochissimi casi, nessuno li consulta. È stato più volte dimostrato che in tutta Europa i libri o i manoscritti alchemici sono oltre centomila. Sì, proprio centomila.

Si investiga in ogni campo, si finanziano le «imprese» più incredibili e non esiste fondazione che finora abbia stanziato del denaro per permettere a una commissione di crittografi, biologi, storici, di studiare in senso interdisciplinare queste pagine che riportano tutte le intestazioni: scienza pratica e sperimentale.

Malgrado le premesse, sono considerati volumi di scienza arcaica, di spe­rimentalismo primitivo dei primordi dell’investigazione. Eppure nessuno ha mai calcolato che tutti i grandi esperti di esoterismo, da Campanella in poi, hanno sempre parlato della «scienza» come magia secondaria inferiore. La conoscevano, ma attribuivano più importanza alle discipline dell’introspezione. Comunque sapevano come ricercare le leggi della natura. Basta rileggere la Nova Atlantide di Francesco Bacone, il fondatore della prima Accademia delle Scienze al mondo, per capire come questo sia vero. Ma nulla. Il silenzio imposto dall’arroganza del secolo tecnologico, dai razionalisti, dai positivisti, ha vinto e ha ricoperto quelle migliaia e migliaia di pagine.

E anche quando uno studioso accademico si avvicina a quelle fonti di sapere, lo fa in modo prevenuto. Crede che siano testi mistici, intrisi di sentimentalismo. Se non addirittura delle fantasie prive di contenuto.

Non si è tenuto conto del celebre saggio di Elémire Zolla sulla Storia del fantasticare e sulla differenza fondamentale tra fantasia e vagheggiamento.

Recentemente, un noto docente di Storia delle religioni, durante una riunione di lavoro per una trasmissione del DSE-RAI sulla Storia della magia, ha affermato che Eliphas Levi è un millantatore, appunto un mistico. Come se i due attributi fossero analoghi.

Levi è uno dei massimi studiosi di tutte le religioni e filosofie del secolo scorso. Ma si dichiara ermetista sperimentale e afferma che l’alchimia è una «scienza esatta e pratica».

Così è. Per questo i centomila testi sono relegati nella soffitta della memoria di noi occidentali. Convinti che sperimentalismo sia soltanto un campo della robotica o dell’ingegneria genetica. Non ne abbiamo abbastanza di catastrofi, forse c’è un desiderio autodistruttivo di chiudere gli occhi verso conoscenze che potrebbero finalmente coniugare tecnologia e coscienza. E pensare che Giordano Bruno, non ci si stanca mai di raccontarlo, aveva avvertito Copernico: «Sto dalla tua parte,» affermava. «Ma ogni scoperta sarà inutile se gli uomini non faranno altrettanti passi in avanti nella loro interiorità».

Non c’è verso. Il pensiero dominante, oggi razionalista, ieri religioso, ha imposto la sua legge. Tutto tace. Ma orecchie attente sanno udire una voce significativa oltre il clamore dei motori, dei radiatori, dei razzi, delle centrali nucleari, delle foreste avvampanti.

I centomila libri attendono. Occorrono però occhi nuovi per leggerli e cre­dere, non per fede, ma per aver sperimentato che in essi si cela veramente un «tesoro» da ritrovare. Basta volerlo.

Questo viaggio è un tentativo di recuperare un’emozione che spinga alla curiosità e alla ricerca persone che desiderino davvero possedere pupille opache.

Il Tessuto connettivo dell’Universo

James Hillman, preseguendo il pensiero di Jung e recuperando Marsilio Ficino, afferma: “Esse in Anima”, “Tutto è Anima”, ovvero “Tutto è Psiche”.

Per comprendere appieno questa scheggia di sapinza ho impiegato almeno sette anni. Posso chiedervi di dirmi che cossa ne pensate?

Per me è uno dei punti cardini di tutta la Sophia. Potete anche non fare dei discorsi razionali, ma andare per empatia, versi, lampi e baluginii.

La Vergine ha partorito. La luce si diffonde.

Amore e tracotanza

Secondo la leggenda, Leonida, ai Persiani che l’interrogavano su quale fosse l’opposto della paura, rispose: “AMORE”.

E fino a qui tutto chiaro.

Ma Aristotele ammoniva che è compito delle persone rette, opporsi alla tracotanza altrui.

Quindi, come ci si deve comportare di fronte ad un arrogante che aggredisce una persona inerme?

Se avessimo assistito all’aggressione dell’Indiano bruciato vivo da alcuni violenti, come avremmo dovuto agire?

Con l’energia dell’amore, oppure adoperando la forza?

Porto I

Cari amici,

vi propongo ancora alcuni estratti del mio testo Storia della Magia. Grandi castelli, grandi maghi, grandi roghi, edito dalla Bompiani, 1994.

 

È dalla fine del XI secolo che in Catalogna esistono i chiostri di Santa Ma­ria di Ripoll, San Xugat e di Gerona. All’interno ci sono colonne e capitelli.

Tutti gli studiosi di critica d’arte hanno sentenziato da sempre che si tratta di buoni prodotti di quel periodo, dove sono state scolpite serie di animali fantastici le cui forme sono prodotte a caso.

Seguendo l’immaginazione più sfrenata, gli artisti hanno rappresentato un mondo inesistente, partorito da paure e incubi propri di quei secoli. Basta consultare un qualsiasi manuale per avere queste sentenze. Ebbene, alla fine degli anni Cinquanta, uno storico della musica, dell’arte e della filosofia, Marius Schneider, ha scoperto che quelle bestie «immaginarie» sono poste sui capitelli secondo precise simmetrie e significati e che ciascuna di esse è traducibile in una nota musicale. Trasformando in suoni l’architettura, Schneider è riuscito a realizzare una partitura, 0 meglio, tre canti di tipo gregoriano. I capitelli dei tre chiostri sono dunque un unico inno a Dio. Il fedele del 1100 guardava e contemporaneamente udiva la musica, dato che a quell’epoca tutti conoscevano perfettamente la chiave simbolico-sonora degli animali «fantastici».

Grande scoperta questa. Ma sarebbe bastato consultare un qualsiasi testo di filosofia medievale per sapere del rimando continuo tra belva e nota. Non è stato fatto, e per scoprire il mistero di Santa Maria di Ripoll, San Xugat e Gerona, si è atteso oltre otto secoli. Ma anche adesso nulla è cambiato.

I testi universitari di storia dell’arte continuano a parlare di «animali fantastici» creati a caso da sconosciuti artisti in preda a incubi mistici. Eppure Schneider ha scritto numerosi libri, pubblicati in molte lingue. La sua opera è stata coperta dal silenzio sebbene nel 1976, quando il suo saggio sui tre chiostri è uscito in Italia per le edizioni Archè, Elémire Zolla sul «Corriere della Sera» abbia parlato di risultati così importanti sul piano filosofico, artistico e musicale che di fatto la cultura occidentale non avrebbe potuto essere più la stessa. Troppo ottimismo.

La truppa accademica è sorda e cieca di fronte alle innovazioni, soprattutto per quelle che obbligano a rivedere luoghi comuni consolidati da anni di «insegnamento» e di prebende.

Così i tre inni di tipo gregoriano continuano a non cantare nelle orecchie sorde di fedeli e visitatori. Ma coloro che navigano sullHermes possono andare in biblioteca e leggere Pietre che cantano per scoprire che già nelI’antico Egitto è il Sole Canoro a creare il mondo mediante il suo grido luminoso e che i primi animali in cui ci si imbatte nei tre chiostri sono il Leone vittorioso e il Toro sacrificale. Nella tradizione mistica medievale, il primo è il giorno trionfante che risuona nella nota FA e il secondo è la notte umile e piena di abnegazione che canta il MI.

Che il FA e il MI ci siano propizi perché, secondo san Gregorio, è con queste note che si iniziano tutte le navigazioni per i mari (celesti).

Sherazade

Oggi vi regalo l’esperienza di Cristina:

“Non siamo soli, il problema è la percezione individuale di una supposta solitudine, che nasce spesso dall’autocommiserazione, che a sua volta si genera dall’incapacità di aprirsi all’altro completamente (avvertita come incapacità dell’altro di aprirsi a noi).

Ieri, Gabriele, mi è successo un fatto strano. Ho parcheggiato la mia auto di notte nel vicoletto del centro storico di un paesino. Mentre il mio ragazzo era intento a scaricare dei bagagli io mi ero addormentata al posto di guida. Un’auto piuttosto voluminosa aveva difficoltà a passare da quel vicoletto, così mi faccio un po’ più avanti e il mio ragazzo guarda il mezzo passare, per assicurarsi che lo spazio sia a sufficienza. L’auto si ferma e scende un bulletto (un po’ attempato per essere un semplice bulletto, diciamo qualcosa di più) minacciando il mio ragazzo, in quanto offeso perché aveva “osato guardarlo” (siamo nel profondo Sud, Gabriele!). Il mio cuore comincia a battere a mille e forse mi sento un po’ come Donata… Questo personaggio tira un pugno contro un oggetto e, alla fine, lo protende verso il mio ragazzo, che lo guarda attonito, sorpreso. Non potendone più, forse per la mia solita incoscienza, sento che il bullo vuole sentirsi capito, così tiro fuori una vocetta sottile attraverso l’apertura del cofano e gli dico:”Scusami, è colpa mia, ho parcheggiato male perché avevo sonno e mi sono addormentata in macchina”. Improvvisamente la sua furia si arresta. Torna al suo posto di guida e il mio ragazzo continua a fare ciò che stava facendo, cercando di ignorarlo. Il bullo si pone con la sua auto accanto a me e mi fissa. Io faccio l’indifferente, infine, incuriosita, mi volto. Mi stava mandando un bacio con la mano! Impauritissima sento che quella persona aveva bisogno di essere capita (non so in che modo e perché, il suo gesto era ingiustificabile!), forse aveva bisogno di un sorriso, così sorrido e faccio cenno di voler dormire, salutandolo come se fosse un caro amico. Il bullo va via rasserenato.
Forse nessuno è cattivo fino in fondo, non lo so. Anche l’odio più insensato avrà una spiegazione. E forse la paura più grande di tutti è quella di sentirsi soli…”

Splendor Solis

Oggi voglio salutare con tutto il cuore Mariannachiara, perchè ho ricevuto uno stupendo calendario fatto da persone straordinarie con abilità diverse rispetto alle nostre regole ferree.

Appena avrò la possibilità, inserirò le immagini.

E poi, Marina e tutti voi che mi scrivete, avete il potere di emozionarmi e di aprire in me un varco verso una dimensione altra (contatto più profondo con ANIMA?) – (contatto con una parte di Anima più rischiarata?)

Tenerezze a tutti i fool del blog.

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