Nell’interiorità di Anima – “Amore”

Proseguiamo la nostra discesa in Anima e attraversiamo “Amore”…

Amore (1)

L’amore non è soltanto un’esperienza di vita, è anche un’esperienza mistica. Nell’amore cortese, la pena d’amore, l’impossibilità dell’appagamento, era considerata l’essenza della vita.

Joseph Campbell, Riflessioni sull’arte di vivere, Guanda, 1998, pag. 23

Amore (2)

Giustamente la psicoanalisi ha messo in evidenza l’ambivalenza latente in ogni situazione passionale: il sottile gioco di “odio” e “amore”, che sempre in qualche modo si concatenano, secondo la sublime intuizione già espressa da Platone nel Simposio, in cui l’amore è descritto come sintesi di elementi contrari, che conservano tra loro una feconda ma tormentosa tensione.

Giorgio Straniero, Psicologia, Aiace, 1972, pag. 134

Amore (3)

Ascoltate ehi Amici, l’amore somiglia a un sole, il cuore che non ha amore somiglia ad una nera pietra.

Yunus Emre, Divan, Semar, 2001, pag. XXIII

Amore (4)

L’amore è ciò che penetra dall’esterno; ed è una “corrente” che non appartiene a chi la possiede, ma è entrata dal di fuori attraverso gli occhi.

Platone, Cratilo, 420 a-b, in Breviario di Platone, Rusconi, 1995, pag. 217

Amore (5)

L’atto d’amore è un parto nella bellezza, sia secondo il corpo sia secondo l’anima.

Platone, Simposio, 206 a, in Breviario di Platone, Rusconi, 1995, pag. 223

Amore (6)

Il grande amore fa paura perché ci mette in una situazione di pericolo, perché si diventa vulnerabili, si perde la corazza che abbiamo nei confronti del mondo. Perché in amore si dà tutto, ci si dà completamente e si può perdere.

Fanny Ardant, citata in Laura Bolgeri, Le donne hanno detto, Rizzoli, 1990, pag. 34

Amore (7)

Spesso, durante la mia esperienza medica come nella mia vita, mi sono trovato faccia a faccia con il mistero dell’amore e non sono stato mai capace di spiegare cosa fosse… L’amore è nello stesso tempo quanto vi è di più grande e di più piccolo, di più lontano e di più vicino, di più alto e di più basso; e non possiamo discutere di un suo aspetto senza parlare anche dell’altro. Nessun linguaggio può esprimere questo paradosso. Qualunque sia il nostro linguaggio le parole non esprimono mai il tutto. Parlare unicamente di uno dei suoi aspetti è troppo o troppo poco, poiché soltanto il tutto ha un significato. L’amore “porta ogni cosa” (1 Cor. 13, 7). Queste parole dicono tutto quello che si può dire; non c’è nulla da aggiungerci.

Carl Gustav Jung, in Pianeta, n. 3, 1964, pag. 42

Amore (8)

Celebro me stesso
e ciò che dico vale per voi
perché ogni atomo mio è anche vostro.

Walt Whitman, in Pianeta, n. 3, 1964, pag. 92

Alla Loggia dei Lanzi – Perseo

firenze-21-22-novembre-2008-98

A piazza della Signoria, a Firenze, rimango sempre stupito dinanzi alla terribile bellezza del Perseo di Benvenuto Cellini. Anche al primo sguardo si comprende che l’eroe è dotato di un corpo atletico, muscoloso; ed è anche evidente che ha un atteggiamento maschile e contemporaneamente una movenza del tutto femminile. È l’incontro di due ambiti, a dimostrazione che non esiste il maschio che sia solo maschio.
L’eroe e il guerriero, per essere davvero tale, ovvero sia rispettoso della sua forza, nella sua forza, e verso l’altrui forza, deve, innanzitutto, avere rispetto degli altri, perché altrimenti saremmo destinati a combatterci sempre.
Affinché tutto questo possa accadere si deve avere un elemento di femminile. E qui è evidente, ed è potentissimo. È un guerriero che esprime eros, e che esprime anche una profonda umanità.
Non c’è nessun atto di trionfo mentre solleva la testa, ma tutt’altro; se andiamo a guardare il volto inclinato verso il basso, verso chi osserva la statua, è un volto pieno di pietas.

Visita anche l’Il mio album sulla barra laterale sinistra del blog.

 

Buon senso animale

Uno spazio dedicato agli animali, per dar loro voce e sguardo…

 

Buon senso animale (perdita del)

Critica da parte degli animali. – Temo che gli animali considerino l’uomo una creatura simile a loro, che ha perduto in misura estremamente pericolosa il buon senso animale: vedono in lui un animale che delira, che ride, che piange, un animale infelice.

Friedrich Nietzsche, in Gabriele La Porta, Dizionario dell’Inconscio e della Magia, Sperling & Kupfer, 2008.

Verrà un giorno nel quale gli uomini giudicheranno dell’uccisione di un animale nello stesso modo che essi giudicano oggi di quella di un uomo.

Leonardo Da Vinci.

Contro il traffico di cuccioli di cane e gatto

Il 29 e il 30 novembre la LAV (Lega Antivivisezione) sarà in centinaia di piazze in tutta Italia per raccogliere firme a favore della suddetta petizione e chiedere alle Istituzioni leggi e misure di controllo e contrasto del traffico.

Arrivano a migliaia ogni anno. Dai Paesi dell’Est. Sottratti alle madri appena nati. Per finire nei negozi di animali.

Questione di business. Un business, che arricchisce trafficanti senza scrupoli.

Per conoscere la piazza a te più vicina visita il sito della LAV.

Viaggio in Anima – Good News

Due grandi campioni di umanità sono stati a Toronto e ci hanno impartito per l’ennesima volta una grande lezione di vita. Il pugile Hurricane, imprigionato dal ’67 all’88 per un delitto mai commesso, probabilmente a causa del colore della sua pelle, e poi riconosciuto totalmente innocente, oggi si batte per tutti coloro i quali sono accusati ingiustamente in ogni parte del mondo.

Hurricane ha due lauree, honoris causa, in Giurisprudenza. Su di lui Bob Dylan ha scritto una canzone immortale e Denzel Washington ha girato un bellissimo film dal titolo “Il grido dell’innocenza”.

A Milano, invece, l’ex campione del mondo dei pesi medi Marvin Hagler, parlando ai ragazzi difficili dell’Istituto Beccaria ha detto: “Senza lo sport anche io sarei stato come voi”.

Due storie, due esempi di Bene per il Bene.

Il post si riferisce agli articoli apparsi sulla Gazzetta dello Sport del 26 novembre, pp. 3031.

Nell’Interiorità di Anima – “Eros”

Ancora passione per Eros…

Eros (7)

Marsilio Ficino, filosofo e mago fiorentino del Quindicesimo secolo, insegnava che è possibile attirare vari tipi di spiriti, compreso quello sessuale, praticando alcune arti, ed è dello spirito sessuale che abbiamo bisogno per rendere completa la nostra vita. Piacevole compito del sesso è di incarnare e di chiamare a noi lo spirito che ravviverà il nostro mondo fisico e ci metterà in contatto con l’eros.

Thomas Moore, Lo spirito del sesso, Sonzogno, 1998, pagg. 54-55

Eros (8)

Nella letteratura greca, l’eros non è altro che il magnetismo che tiene insieme l’universo e, nelle sue molte forme, l’amore umano non è che una parte di quell’eros ben più grande.

Thomas Moore, Lo spirito del sesso, Sonzogno, 1998, pag. 26

Eros (9)

In noi l’Eros può entrare in contatto con molte o poche cose; ciò con cui entra in contatto, fiorisce, ciò che egli non tocca, avvizzisce.

Adolf Guggenbühl-Craig, Deserti dell’anima, Moretti e Vitali, 2001, pag. 188

Eros (10)

Eros è attivo nell’amore che gli uomini provano per le donne e che le donne provano per gli uomini, ma è altrettanto attivo nei politici che si interessano di politica o nei matematici che mostrano un interesse appassionato per la matematica o nei coltivatori di rose che si entusiasmano per le rose.

Adolf Guggenbühl-Craig, Deserti dell’anima, Moretti e Vitali, 2001, pag. 50

Eros (11)

Eros è qualcosa di intermedio fra mortale e immortale.

Platone, Simposio, 202 d, in Breviario di Platone, Rusconi, 1995, pag. 222

Eros (12)

Eros è amore per il bello. Perciò è necessario che Eros sia filosofo, e, in quanto è filosofo, che sia intermedio fra il sapiente e l’ignorante.

Platone, Simposio, 202 d, in Breviario di Platone, Rusconi, 1995, pag. 223

Nell’Interiorità di Anima – “Eros”

Dopo Afrodite ci attende Eros,

il più bello degli dei immortali, colui che spezza le membra e che, nel petto di tutti gli dei e di tutti gli uomini, domina il cuore e il saggio volere.

Esiodo, Teogonia.

Eros (1)

L’eros è una forza rivoluzionaria anche se limitata a due persone.

Francesco Alberoni, Innamoramento e amore, Garzanti, 1990, pag. 14.

Eros (2)

L’Amore è la radice di tutto.

Ostad Elahi, Pensieri di luce, Monadadori, 2000, pensiero n. 44.

Eros (3)

… In qualsiasi modo abbia origine l’Eros, la capacità di amare è una qualità essenziale dell’essere umano. Per questo le maggiori grandi religioni si occupano dell’Eros e dell’Amore universale, e li sollecitano, li esigono, li spiegano, li descrivono.

Adolf Guggenbühl-Craig, Deserti dell’anima, Moretti & Vitali, 2001, pag. 188.

Eros (4)

Freud riconosce che la libido pienamente gratificata porta, attraverso l’istinto di morte, all’autodistruzione. L’eros allora – lo spirito vitale – entra in azione per impedire alla libido di cadere vittima delle sue stesse contraddizioni.

Rollo May, L’amore la volontà, Garzanti, 1990, pag. 79.

Eros (5)

Eros è, fra gli dei, il più amico degli uomini, perché è soccorritore degli uomini e medico di quei mali che, se fossero risanati, ne verrebbero alla stirpe umana la più grande felicità.

Platone, Simposio, 189 c-d, in Breviario di Platone, Rusconi, Milano, 1995, pag. 219.

Eros (6)

Eros non è forse, innanzitutto, amore di alcune cose e, inoltre, di quelle cose di cui si sente macanza?

Platone, Simposio, 200 e, 201 a, in Breviario di Platone, Rusconi, Milano, 1995, pag. 221.

 

Enrico Cheli, “Relazioni in armonia”

keli23Avere buone relazioni con gli altri è, oggi, sempre più importante e sono molti gli ambiti lavorativi in cui vengono richieste conoscenze e competenze a riguardo, peraltro fondamentali anche sul piano personale poiché la qualità delle nostre relazioni – nella coppia, in famiglia, a scuola, tra amici, sul lavoro – influisce a fondo sul benessere psicofisico e la realizzazione esistenziale di ognuno di noi.

Purtroppo nessuno ci ha mai insegnato ad impostare in modo consapevole e costruttivo i nostri rapporti con gli altri.

Questo libro vuole appunto proporvi un percorso di formazione e al contempo di crescita personale. L’autore è infatti convinto che questi due aspetti debbano procedere assieme: “solo comprendendo le nostre reazioni emotive possiamo davvero comprendere quelle degli altri; solo ascoltando i nostri bisogni sapremo riconoscere quelli altrui; solo prendendo coscienza delle nostre maschere potremo aiutare gli altri a liberarsi dalle proprie, così da instaurare relazioni veramente costruttive e reciprocamente soddisfacenti – insomma relazioni in armonia”.

Il libro è corredato di una vasta gamma di esercizi e tecniche per: sviluppare la consapevolezza di sé e dell’altro; affinare l’ascolto e l’empatia; migliorare le capacità espressive; risvegliare la spontaneità; gestire i conflitti; trasformare i vissuti emozionali; comunicare in modo assertivo.

(Per maggior informazioni visita  www.relazioniinarmonia.it)

Enrico Cheli, Relazioni in armonia.
 Sviluppare l’intelligenza emotiva e le abilità comunicative per stare meglio con gli altri e con sé stessi, Edizioni Franco Angeli, 2005.

 

Nell’interiorità di Anima – “Afrodite”

Continuiamo il nostro viaggio, lasciandoci sedurre ed onorando

Afrodite d’oro, Dea di Cipro, che infonde il dolce desiderio negli Dei
e domina le stirpi degli uomini mortali,
e gli uccelli che volano nel cielo, e tutti gli animali,
quanti, innumerevoli, nutre la terra, e quanti il mare

dall’Inno Omerico, citato in Ginette Paris,
La rinascita di Afrodite, Moretti&Vitali, 1997

Lo scritto che segue è tratto dal Dizionario dell’Inconscio e della Magia, il mio ultimo libro edito da Sperling & Kupfer.

Afrodite

Dea dell’Amore e della Bellezza. È figlia di Urano. Nasce dai testicoli e dallo sperma di questo Dio, che fu evirato da Crono. Quando le parti amputate di Urano caddero in mare, ecco che sorse la Dea. Appena uscita dal mare fu portata dagli Zefiri a Citera e poi a Cipro. Qui l’accolsero le Stagioni (le Ore) che la vestirono splendidamente e la portarono tra gli Immortali. Afrodite è il divino che estrinseca in una sessualità dove spesso la parte razionale, il nostro ego, è travolto o quanto meno escluso. Da qui il sospetto o addirittura l’avversione delle religioni del Mediterraneo nei confronti di questa Signora madre di Eros. Suoi appellativi sono principalmente Philommeides, che vuol dire amante dei sorrisi, ma anche e soprattutto amante dei genitali. Poi anche Anasyrma, che significa Arte di sollevarsi la veste.

La sessualità e la sensualità di Afrodite sono direttamente in contatto con la nostra parte Ombra, quindi con l’inconscio. Per tale motivo tutti i culti e le cerimonie legati alle parti profonde e sotterranee di Afrodite sono state condannate non solo dai religiosi, ma da tutti i pensatori di stampo razionalista. Così come da moltissimi psicoterapeuti. Persino Platone si vede “obbligato” a scindere Afrodite in due. Quella nata da Urano è la Dea dell’Amore Puro. E quella nata da Dione (un mito tardo rispetto al primo) è la Dea dell’Amore “volgare”. Questa si chiama Afrodite Pandemia.

Nella filosofia ermetica non esiste Amore Volgare. Nella filosofia junghiana non esiste amore “volgare”. Alcuni altri nomi di Afrodite erano Peitho, colei che persuade; Porne, colei che si prostituisce; Psithiros, colei che bisbiglia; Parakyptousa, colei che sbircia.

Quest’ultimo scritto su Afrodite andrà a comporre un altro tassello dell’Alfabeto dell’interiorità. Sullo stesso tema vi consiglio inoltre il testo di Thomas Moore, Lo spirito del sesso, Sonzogno, Milano 1998.

Poesia in “Notturna”

poesia-damore-del-novecento-180Sono sinceramente colpito dall’invio di poesie scritte da alcuni frequentatori del nostro blog “Notturna”. È bello poter condividere, attraverso la voce della poesia, le emozioni in modo così diretto, fulminante. Colgo l’occasione per presentarvi e consigliarvi un testo che amo moltissimo:

Poesia d’amore del Novecento, Crocetti Editore, 2005

È uno di quei libri preziosi, uno di quei gioielli che sembrano quasi volersi celare sugli scaffali; già al tocco è una sorpresa: la copertina completamente bianca, di bella carta goffrata è un invito alla scoperta. Più che una raccolta di poesie è una poesia ininterrotta, un piacevole breviario dell’amore, le cui pagine lasciano spazio ed invitano all’annotazione, al commento, al pensiero improvviso, quasi volendo offrire al lettore la possibilità di una costruzione propria e personale dei moti del cuore. Eros guida in una dimensione altra, che supera la razionalità contemporanea, scoprendo la realtà immaginale, la violenta passione, il desiderio di unione spirituale del Novecento.

 

E poi c’è un aspetto che non si deve sottovalutare, soprattutto di questi tempi: il costo veramente ridotto.

 

Visita la pagina edicata alla poesia della Crocetti Editore.

In risposta a Sokela

Hai proprio ragione Sokela,

la “bella architettura faccia ritorno”. E credo che la moderna società in cui viviamo non può immaginare di esistere sulla faccia della terra trasformando tutto ciò che ci circonda in una merce, in un prodotto del mercato, in una espressione di esigenze materiali. La tecnica, la scienza e l’industria hanno garantito all’uomo moderno (almeno in occidente), un grado di benessere mai prima ottenuto. Questo tuttavia non basta. Neanche nel campo dell’architettura. L’uomo moderno è spiritualmente arretrato, e accecato spesso da un positivismo di accento mistico tende a trasformare tutte le sue esigenze e a risolverle in equazioni matematiche. Il tutto deve essere interpretato in chiave scientifica; deve essere verificabile e ripetibile, altrimenti sembra per noi “non esistere”. Bisogna che l’uomo torni a coltivare la sua spiritualità e i suoi “naturali” bisogni interiori per ottenere il ritorno della “bella architettura”. Quella attraverso cui si abita poeticamente la terra.

Siamo veramente felici che abbiate apprezzato l’iniziativa.

A tutti voi: grazie!

Ad Andrea Villani, Paolo Franchini, Alekos, Sokela, Clizia Gallarotti, Fabrizio, nuovi amici del blog, e a voi tutti che ci seguite con vero affetto (scusateci se non vi citiamo uno per uno).

Siamo davvero contenti di aver potuto creare questo “nostro” spazio che definite “molto accogliente” e di “qualità”: tutto questo è possibile grazie alla vostra calorosa partecipazione e condivisione.

Un affettuoso ringraziamento a tutti voi da parte nostra!

Gabriele La Porta presenta “Egalter”

VenerdÌ 14 novembre 2008 il Prof. La Porta presenterà “Egalter”, edito da Philos, di Luigi Moccia, preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma Tre.

L’evento avrà luogo alle ore 18:00 presso l’Hotel de Russie, via del Babuino 9 (Roma).

Nell’interiorità di Anima – “Anima”

… continuiamo il nostro viaggio, ancora in Anima

Anima (25)

Allora capii che nell’anima, fin dalle sue prime origini, c’è stato un anelito alla luce e un impulso inestinguibile ad uscire dalla primitiva oscurità.

Carl Gustav Jung, Ricordi, sogni, riflessioni, a cura di Aniela Jaffé, Rizzoli, 1998, p. 321.

Anima (26)

Jung ha sempre insistito sull’autonomia dell’anima… L’anima non è “causata” dalla natura, dalla componente ereditaria, né dall’ambiente o dall’educazione. L’anima è indipendente, autonoma, non può, o può solo in parte venire intesa attraverso le categorie di causa ed effetto.

Adolf Guggenbühl-Craig, Il bene del male, Moretti&Vitali, 1998, p. 44.

Anima (27)

L’anima… sta sempre sul confine tra il mondo ordinato in modo razionale e causale e l’altro mondo, quello trascendente, ultraterreno.

Adolf Guggenbühl-Craig, Il bene del male, Moretti e Vitali, 1998, p. 148.

Hayao Kawai, “Il Buddhismo e l’arte della psicoterapia”

È difficile da spiegare, ma parlando in astratto: l’Io occidentale ha una forte capacità a “tagliare”, dividendo ogni cosa. Al contrario, l’Io giapponese conserva una sua forza “includendo” invece che “separando”.

Il lavoro di Kawai diviene il racconto di come un giapponese abbia scoperto le sue profonde radici buddiste divenendo un analista junghiano. Lo scopo del lavoro di Kawai non è l’integrazione fra Occidente ed Oriente, ma quello di realizzare un dialogo che permetta ad entrambe di conoscersi l’una attraverso l’altra. Rileggendo in modo originale l’opera di Jung tramite immagini e temi fondamentali del buddismo, l’autore, oltre a presentare i principi di questa religione, guida gradualmente il lettore verso quella domanda che tesse implicitamente la trama dell’intero testo, e la cui risposta implica e rivela da sola l’origine intima della divergenza fra la psicologia orientale e quella occidentale: Che cos’è l’Io?

Hayao Kawai, Il Buddhismo e l’arte della psicoterapia, Moretti & Vitali, 2004.

Andrea Villani: Il cielo sotto

Si passa la vita a revocare, annullare e abrogare senza, paradossalmente, pensare di essere. Ogni mistero lo abbiamo fabbricato noi, pietra su pietra, tabù sopra tabù. Poi soluzioni, proposte, innovazioni. Tutto fasullo, persino l’aria che ti entra nei polmoni ne esce falsata. Abbiamo trasformato tutto. Spezzettando, sovrapponendo. È tutto un tirar confini, leggi e dogmi di cartapesta. Una bolla di sapone, una conchiglia tra la sabbia e il mare. E se Dio non è altro che il caleidoscopio di tutte le creature io, disobbedendo, come ho sempre artisticamente sognato, porto con me una grande preghiera. Ma io non sono né poeta né prete. Racconto solo piccole storie.

È un viaggio dalle voci nascoste quello di Andrea Villani, lungo un percorso visibile-invisibile dedicato a chi sa vedere, ascoltare, assaporare. È l’ampio respiro delle Terre Verdiane, radici feconde di un’”anima comune” che trasuda di storia, musica, lirismo, sapori, e che ci riporta a quello che eravamo e che possiamo ancora attraversare:

Voglio imparare ad esser di tutto, e di nuovo ad essere niente.

(Antonio Scaramuzza)

E tra memoria e appartenenza ai “luoghi d’anima”, tra leggenda e verità si snoda il passaggio fuori strada dei suoi protagonisti, a bordo di un vecchio Vespone blu ritrovato e accomodato. Andrea Villani guida, così, il lettore, attraverso uno scorcio nebuloso e lunare, nel non evidente e manifesto e nel reale ed esplicito, singole pieghe di una molteplice verità, autentica seppur apparente, poiché come persuade l’autore stesso:

Nulla è più vero di ciò che si è capaci d’inventare.

Andrea Villani, Il cielo sotto (Viaggio insolito, obliquo e sentimentale nelle Terre Verdiane), Edizioni Il Foglio, 2008.

Gabriele La Porta a Uno Mattina

Martedì 11 novembre 2008, il Prof. La Porta sarà ospite della trasmissione televisiva Uno Mattina in onda su Rai 1 alle ore 9:15, dove presenterà il suo ultimo libro, il Dizionario dell’Inconscio e della Magia.

Gabriele La Porta a “Visioni di Pace”

Venerdì 7 novembre 2008 il Prof. La Porta interverrà al convegno “Visioni di Pace”, organizzato dal Prof. Enrico Cheli, per l’Università di Siena, che si terrà alle ore 15:00, ai Banchi di Sotto n° 55, Aula Magna Storica. Il convegno avrà come tema centrale il ruolo dei Media per la pace e la tolleranza nel mondo. In particolare, La Porta tratterà dell’esclusione degli anziani, degli ammalati e dei bambini nel mondo dei Media.

Gabriele La Porta al Tg2

Domani, 6 novembre 2008, il Prof. La Porta sarà ospite del Tg2 alle ore 10:00, dove presenterà il suo ultimo libro.

Breve sunto della lezione ad Arezzo – 01/11/2008

Rispondo alla richiesta di rendere disponibile dei riassunti, brevi introduzioni delle mie lezioni universitarie.

La lezione verteva essenzialmente sul concetto di Enigma di C.G. Jung:

…gli eventi inesprimibili provocati dalla regressione nell’epoca preinfantile, non vogliono sostitutivi; vogliono assumere forma individuale nella vita e nell’epoca del singolo. Quelle immagini sono nate dalla vita, dalle sofferenze e dalla gioia dei nostri predecessori e vogliono tornare in vita sia come esperienze vissute che come fatti. Il loro contrasto con la coscienza però impedisce loro di reinserirsi nel nostro mondo. Bisogna trovare il modo di gettare un ponte tra realtà conscia e realtà inconscia.

Alla luce di questo si è progressivamente entrati nella sapienza di Eraclito, antesignano della psicologia del profondo – basti citare uno dei suoi più celebri e profondi pensieri: “Mi capita di incontrare me stesso” -  e nel mito di Kore e Demetra.

Esiste un collegamento tra questo mito e il cosiddetto Enigma di Jung. Il punto centrale è la necessità della trasformazione del morire in vita, di entrare in Ades e di uscire.

Per un maggiore approfondimento sul tema di Kore consiglio di Mari Ela Panzeca, Kore sprofonda negli Inferi, Moretti & Vitali.

Per Eraclito si veda la straordinaria opera in tre volumi di Giorgio Colli, La sapienza greca.

Nell’interiorità di Anima

Una pagina completamente dedicata al paesaggio, molto spesso ignorato, della nostra Psiche, lungo i percorsi del mito, della poesia, dell’immaginazione creativa, della filosofia, dell’ermetismo, dell’alchimia e dell’arte.

Vi propongo di compiere insieme una discesa nella parte più sotterranea della nostra psicologia.


Anima (1)

L’Anima, suscitatrice di illusioni, sa anche darci ciò che speriamo, ciò che immaginiamo.

Basilio Reale, Le macchie di Leonardo, Moretti&Vitali, 1998, p. 55.

Anima (2)

… perché noi possiamo avvicinarci a ciò che accade nell’anima soltanto attraverso storie, narrazioni, immagini.

Adolf Guggenbühl-Craig, Il vecchio stolto, Moretti&Vitali, 1997, pag. 62.

Anima (3)

Dall’opera di Jung ho imparato che ciò che accade nell’anima può essere compreso soltanto per mezzo dei simboli, i quali però non esauriscono mai tutta l’anima, ma le stanno vicini e a essa alludono.

Adolf Guggenbühl-Craig, Il vecchio stolto, Moretti&Vitali, 1997, pag. 64.

Anima (4)

Anche l’incontro con la propria, con l’Anima e con l’Animus, con il maschile e con il femminile può assumere una forma sessuale… Il congiungimento di tutti gli opposti, la “unio mystica”, il “mysterium coniunctionis”, non trovano espressione più efficace che nel linguaggio erotico.

Adolf Guggenbühl-Craig, Matrimonio, vivi o morti, Moretti&Vitali, 2000, pag. 124.

Anima (5)

Tu fammi un dono e non negarmi (la possibilità) di curare la mia anima, perché mi renderai un favore più grande guarendomi dall’ignoranza dell’anima che dà malattia al corpo.

Platone, Ippia Minore, 372 e – 373 a.

Anima (6)

Come l’Anima per mezzo dell’integrazione apporta Eros alla coscienza, così l’Animus apporta Logos; e come l’Anima presta alla coscienza maschile relazione e connessione, così l’Animus presta alla coscienza femminile riflessività, ponderatezza e conoscenza… l’archetipo affascina la coscienza, la cultura, come per ipnosi… per illustrare a quale ordine di grandezza appartengono le proiezioni dell’Animus e dell’Anima e quali sforzi morali e intellettuali occorrono per dissolverle. Ma i contenuti dell’Animus e dell’Anima sono ben lungi dall’essere tutti proiettati. Molti di essi appaiono spontaneamente nei sogni e in numero ancora maggiore possono essere resi coscienti mediante la cosiddetta immaginazione collettiva…

Carl Gustav Jung, Aion, Bollati Boringhieri, I ed. 1982 – II ed. 1997, pagg. 16, 19.

Anima (7)

Pensiero, opinione e apparenza, è ormai chiaro che tutte queste cose ci ascono dall’anima, sia vere, sia false.

Platone, Sofista, 263 d, in Breviario di Platone, a cura di Claudio Marcellino, Rusconi, 1995, pag. 141.

Anima (8)

… il male appare piuttosto come alterazione, distorsione, deformazione, erronea interpretazione e indebita applicazione di fatti in sé naturali. Queste alterazioni  caricature appaiono ormai come effetti specifici di Animus e Anima, e questi come autori e causatori de male. Ma non ci si può fermare a questa contatazione, poiché risulta che tutti gli archetipi sviluppano di per sé effetti favorevoli e sfavorevoli, chiari e oscuri, bravi e cattivi.

Carl Gustav Jung, Aion, Bollati Boringhieri, I ed. 1982 – II ed. 1997, pagg. 251-252.

Anima (9)

L’Anima si dimostra un fattore indipendente dagli eventi nei quali siamo immersi. Non posso identificarla con nessuna cosa, ma non posso neppure afferrarla da sola, isolata dalle altre cose, forse perché è simile ad un riflesso in uno specchio fluido, o alla luna che trasmette soltanto luce non sua… Ma è proprio l’intervento di questa peculiare e paradossale variabile che dà all’individuo il senso di avere o di essere un’anima.

James Hillman, citato da Francesco Donfrancesco, Nello specchio di Psiche, Moretti&Vitali, 1996, pag. 65.

Anima (10)

L’Anima, la mediatrice tra coscienza e inconscio, personifica i nostri contenuti psichici inconsci, li rende visibili in un altro essere umano, e così permette alla nostra coscienza di recepirli.

Patrizia Lorenzi, Nel segno della lontananza, in Anima, Moretti&Vitali, 2000, pag. 54.

Anima (11)

Ogni impulso, ogni desiderio e il principio vitale di ogni cosa vivente appartengono all’anima… Nell’anima degli uomini vi sono dei falsi piaceri che imitano quelli veri fino al ridicolo; e così pure dei dolori.

Platone, Filebo, 35 d, 40 e, in Breviario di Platone, a cura di Claudio Marcellino, Rusconi, 1995, pagg. 141-142.

Anima (12)

Nell’anima di chi è lontano dal Bene le opinioni sono in lotta con i desideri, la generosità con i piaceri, la ragione con i dolori e l’insieme di queste cose si combattono tra loro. Dunque diremo per il Bene se chiameremo la cattiveria (che è presente) nell’anima dissidio (e quindi) malattia.

Platone, Il Sofista, 228 b.

Anima (13)

Si può definire l’Anima anche (come) immago o archetipo o sedimentazione di tutte le esperienze che l’uomo fa della donna. Per questo l’immagine dell’Anima viene di consuetudine proiettata sulla donna.

Carl Gustav Jung, commento al Segreto del Fiore d’oro, in Studi sull’alchimia, Introduzione di Luigi Aurigemma, Bollati Boringhieri, I ed. 1988; II ed. 1997, pag. 49.

Anima (14)

L’Anima dà forma al corpo, pur essendo di per sé incorporea e dunque non localizzabile in un organo, cellula o gene, così come la forma del calzino non è localizzabile nella lana. A causa della sua incorporeità, “la bellezza dell’anima è più difficile da vedere della bellezza del corpo”.

Aristotele, citato da James Hillman, La forza del carattere, Adelphi, 2000, pag. 44.

Anima (15)

…considerare l’anima come un’intelligenza attiva, che conforma il destino di ciascuna persona e ne traccia la trama, è un’idea utile. I traduttori del greco antico rendono a volte con “trama” la parola mythos. Le trame che ingarbugliano la nostra anima e fanno uscire allo scoperto il nostro carattere sono i grandi miti.

James Hillman, La forza del carattere, Adelphi, 2000, pag. 45.

Anima (16)

L’anima, purificata, diventa una forma, una ragione, si fa tutta incorporea, intellettuale ed appartiene interamente al divino, ov’è la fonte della bellezza e donde ci vengono tutte le cose dello stesso genere.

Plotino, Breviario di Plotino, a cura di Claudio Marcellino, Rusconi, 1995, pag. 29.

Anima (17)

La chiave che dà accesso al perfezionamento dell’anima è l’assioma delle vite successive.

Ostad Elhai, Pensieri di luce, traduzione di Mario Luzi, Mondadori, pensiero n. 91.

Anima (18)

CICADA: Dunque il corpo non è luogo de l’Anima?

TANSILLO: … Il corpo dunque è ne l’Anima, l’Anima nella mente, la mente o è Dio, o è in Dio, come disse Plotino.

Giordano Bruno, De gli eroici furori, Parigi 1585, in Dialoghi filosofici italiani, a cura di Michele Ciliberto, Mondatori, 2000, pag. 813.

Anima (19)

[25] Ma queste loro azioni – disse Ermete… – non sfuggivano al Signore di tutto e dio, anzi egli cercava una pena e una catena penosa da sopportare per loro. Ed ecco, al Signore e padrone di tutto parve bene fabbricare l’organismo dell’uomo, perché la stirpe dell’anima venisse punita per sempre, imprigionata dentro di esso.

Ermete Trismegisto, La pupilla del mondo, a cura di Chiara Poltronieri, Letteratura Universale Marsilio, 1994, pag. 49.

Anima (20)

La ricerca spirituale nel corso dei tempi, secondo le due vie indicate rispettivamente da Parmenide e da Platone. La prima si affida alla Ragione, la seconda all’Eros. in apparenza contraddittorie, convergono invece in una prospettiva escatologica di spiritualizzazione cosmica e di ricongiunzione del molteplice nell’Uno originario.

Giorgio Straniero, Dalla terra all’anima, Marsilio, Venezia 2000, pag. 168.

Anima (21)

L’anima è certamente più complessa e inaccessibile del corpo: rappresenta, per così dire, quella metà del mondo che perviene all’esistenza solo quando ne diveniamo coscienti. Per questa ragione la psiche costituisce un problema non solo personale ma universale e la psichiatria ha a che fare con un intero mondo.

Carl Gustav Jung, Ricordi, sogni, riflessioni, a cura di Anela Jaffé, Rizzoli, Bur-Saggi, 1998, pag. 171.

Anima (22)

… le ambiguità dell’anima – messaggera dell’inconscio – possono letteralmente annientare un uomo. Alla resa dei conti il fattore decisivo è sempre la coscienza, che è capace di intendere le manifestazioni dell’inconscio e di prendere posizione di fronte ad esse. Ma l’anima ha anche un aspetto positivo. È lei che comunica le immagini dell’inconscio alla coscienza, e in ciò sta il suo pregio. Per decenni mi sono sempre rivolto all’”anima” quando ho sentito che il mio comportamento emotivo era turbato e inquieto. Allora voleva dire che c’era qualcosa nell’inconscio e quindi chiedevo all’”anima”: “Che c’è di nuovo adesso? Che cosa vedi? Vorrei saperlo!”. Dopo qualche resistenza, regolarmente produceva un’immagine, e non appena questa compariva, il senso di inquietudine o di oppressione svaniva. Tutta l’energia delle mie emozioni si tramutava in curiosità e interesse per l’immagine, quindi ne parlavo con l’”anima”, poiché dovevo cercare di intendere l’immagine come meglio potevo, proprio come i sogni.

Carl Gustav Jung, Ricordi, sogni, riflessioni, a cura di Anela Jaffé, Rizzoli, Bur-Saggi, 1998, pagg. 230-231.

Anima (23)

I confini dell’Anima, nel tuo andare, non potrai scoprirli, neppure se percorrerai tutte le strade: così profonda è l’espressione che le appartiene.

Eraclito, in Giorgio Colli, La sapienza greca, vol. III, 14 [A 55], Adelphi, 1980, pag. 63.

Anima (24)

Le anime annusano giù verso l’Ade.

Eraclito, in Giorgio Colli, La sapienza greca, vol. III, 14 [A 47],  Adelphi, 1980, pag. 57.

Lezione ad Arezzo

A breve sarà disponibile un sunto della lezione che ho tenuto ad Arezzo.

Ringrazio tutti con affetto della calorosa partecipazione con cui avete accolto questo nuovo spazio da poter condividere insieme.

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